Arresti clan Spada: Libera, “la rinascita di Ostia passa da rescissione legami con criminalità”

“Esprimiamo gratitudine alle forze dell’ordine e ai magistrati per l’operazione che ha inferto un altro duro colpo al potere degli Spada e segna un altro passo importante per portare a sradicare dal territorio di Ostia la presenza dei clan, che si aggiunge alle operazioni nei confronti di Fasciani e Triassi. Una presenza, quella delle organizzazioni criminali, fatta di controllo del territorio, di violenza, di affari e di pressione sulla pubblica amministrazione che ha costituito, fino ad oggi uno degli impedimenti più grandi ad uno sviluppo sostenibile del litorale romano”. In una nota Libera commenta operazione che ha portato agli arresti clan Spada. “Il fatto che nell’ordinanza sia contestato il 416 bis è una novità importante – prosegu la nota -, crediamo che si vada nella direzione giusta ma ricordiamo che le mafie hanno una forte capacità di rigenerarsi, per questo è importante non abbassare la guardia. Oltre ai magistrati, il lavoro più importante di attenzione devono farlo tutti i giorni le istituzioni, la politica e cittadini”.
“Il processo di rinascita del territorio di Ostia – sottolinea la nota – non può che passare dalla rescissione di quei legami con la criminalità che hanno consentito ai clan di condizionarne l’economia, talvolta imponendo un regime di paura e omertà: anche per questo Libera si è costituita parte civile al nei vari processi contro clan Fasciani, Triassi e non ultimo quello contro Roberto Spada e sarà sempre al fianco di chi denuncia, per affermare verità e giustizia. Riteniamo che sia sbagliato continuare a negare questi fatti o sostenere che il solo parlarne possa creare danni all’economia di un territorio, specie se fortemente legato al turismo come quello di Ostia”. Invece “sono proprio la conoscenza, il dibattito e l’attenzione pubblica – conclude la nota di Libera – i presupposti per creare le condizioni di un futuro diverso, che consenta di illuminare l’orgoglio della comunità ostiense e mettere in luce le sue risorse migliori, umane e civili e la sua bellezza straordinaria, fatta di natura e storia, e di affrontare le fragilità di chi rimane indietro. Una bellezza che abbiamo tutti il compito di raccontare, di rendere visibile, assumendoci la corresponsabilità di creare le condizioni affinché tutto ciò possa accadere”.

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