Vita Pastorale: card. Bassetti sulle Dat, “correggere i contenuti di una legge nata male”

Sulle “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, le domande aperte “vanno dalle riserve etiche e professionali – in nome delle quali è doveroso appellarsi all’obiezione di coscienza – alla concezione della morte come diritto, che obbliga il medico ad acconsentire ai rifiuti di trattamenti, compresi alimentazione e idratazione”. Lo scrive il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella lettera pubblicata da “Vita pastorale” sul numero di febbraio, anticipato al Sir. “Se sul piano politico sentiamo gravare il compito di impegnare la prossima legislatura a correggere i contenuti di una legge nata male – rileva il cardinale – su quello ecclesiale ci sentiamo coinvolti a rinnovare ‘la vocazione materna della Chiesa verso le persone bisognose e i malati, concretizzatasi nella sua storia bimillenaria’”. In vista della Giornata per la vita e di quella del malato, Bassetti ricorda “la passione e l’impegno con cui come Chiesa non ci stanchiamo di annunciare la sacralità e la preziosità della vita umana, intangibile dal concepimento alla morte naturale”. Da qui il richiamo al “dramma dell’aborto e dell’eutanasia”. La vita ha “un valore senza prezzo – ammonisce – su cui quindi non si può mercanteggiare o scendere a compromessi, in nome di alcuna valutazione economica o utilitaristica”. Per questo, bisogna “rispettare la persona del malato nella sua dignità, mantenendola sempre al centro del processo di cura”.

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