Viaggi del Papa: mons. Viganò (SpC), “vogliamo portare gli utenti in un pellegrinaggio digitale assieme a lui”

“Il viaggio del Papa è un’occasione per la comunicazione vaticana per far fare agli utenti un pellegrinaggio digitale assieme a lui, con video, foto, testi, audio e podcast. Questo è ciò che si cerca di fare”. Lo ha detto mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria della comunicazione della Santa Sede, intervenuto questa mattina al convegno dell’Opera Romana Pellegrinaggi, in corso a Roma. “La comunicazione è un asset fondamentale – ha spiegato -. Per esempio, quello in Cile è stato un viaggio molto bello, ma aveva il problema di Karadima (sacerdote condannato dal Vaticano per abusi su adolescenti, ndr) e il problema di un vescovo, Barros, molto vicino a Karadima, non accusato di pedofilia, ma è accusato da alcune vittime del fatto di essere stato presente e di sapere senza intervenire. Questo significa che si possono fare le celebrazioni più belle, gli incontri più interessanti, ma lì il problema è stato rappresentato da Karadima e dal vescovo Barros. Quindi, tutto il viaggio in Cile, di fatto, è stato attraversato in filigrana da questa domanda: ‘Perché Barros? Perché non si dimette? Perché non lo dimette?’”. Un altro caso, citato da mons. Viganò, in cui la comunicazione di un viaggio papale si è trovata a fronteggiare delle insidie riguarda il pontificato di Benedetto XVI, che “faceva le conferenze stampa prima del viaggio”, “un errore strategico, chiaramente non suo, perché i frame entro cui si leggevano il viaggio erano quelli che si davano prima”. “Così di tutto il viaggio in Africa del Papa si ricorda il problema del preservativo, mentre Benedetto XVI disse cose molto interessanti”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia