Tragedia di Cassino: mons. Cozzoli (teologo) ad Avvenire, “libertà debole”, “coscienza risucchiata dal male” e “vuoto educativo”

Il problema sollevato dalla tragedia di Cassino è al tempo stesso morale e culturale, legato a “una coscienza risucchiata dal male” e ad una “libertà debole”, ma anche ad un vuoto educativo. Questa l’analisi del teologo morale Mauro Cozzoli, intervistato da “Avvenire” sul tremendo episodio di cronaca che ha visto protagonisti a Cassino una ragazzina di 14 anni che affida a un tema in classe la propria storia di inaudita violenza e un padre accusato degli abusi (perpetrati anni fa anche sulla figlia maggiore) allontanato da casa e suicidatosi. Una famiglia distrutta e segnata per sempre. Per mons. Cozzoli, alla base della tragedia c’è “il problema di una libertà non segnata dalla virtù della temperanza. Una libertà debole, al punto di cedere, sapendo e volendo, all’istinto sessuale deviato”. Ma il problema, aggiunge, “è anche culturale. L’escalation di stupri e violenze suggerisce che il problema è di un habitat, un sottofondo segnato da una drammatica carenza di valori e motivazioni che strutturano e potenziano la libertà. Altrimenti come spiegare tante forme di dipendenza dalle pulsioni, fino alla coazione a ripetere?”. “C’è un deficit, forse addirittura un vuoto di educazione alla sessualità che sia educazione alla libertà, in cui pulsioni ed emozioni siano assunte e inquadrate in un progetto di vita – la lettura del teologo -. Tutto quanto avviene in noi come libido ed eros va tradotto in progetto di amore. Educare ed educarci all’arte di amare, per non soccombere all’istinto ed essere davvero liberi di amare”. Il padre, conclude, “non poteva sostenere l’impatto emotivo e morale dello stupro” divenuto pubblico. “Un peso insostenibile anche per l’aggravante incestuosa”. La coscienza “non ha retto, quella coscienza incapace di frenare l’impulso violento. È rimasta risucchiata dal male”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia