R.D. Congo: don Cerruto (Noto), “prete rapito è direttore della fattoria didattica gemellata con la nostra diocesi”

Si sente ancora “impietrito” dalla notizia del rapimento, ieri sera, del sacerdote congolese don Robert Masinda, portato via da uomini armati insieme ad altri 5 tecnici (quattro sono stati rilasciati) della fattoria didattica della diocesi di Butembo-Beni, nella Repubblica democratica del Congo: a parlare al Sir è don Salvatore Cerruto, direttore dell’Ufficio missionario della diocesi di Noto, che dal 2010 al 2014 è stato missionario fidei donum a Butembo e coordinatore generale della fattoria didattica “Nino Baglieri”, un progetto di formazione per 100 famiglie e studenti alle tecniche di agricoltura e allevamento, realizzato a partire dal 2012 nella parrocchia di Bingo grazie ai fondi dell’otto per mille Cei. Il prete rapito ieri, don Robert Masinda, è subentrato come direttore della fattoria didattica nell’ottobre 2014. Dal 2005 al 2010 don Robert era stato anche vicario parrocchiale a Rosolini, diocesi di Noto, nella parrocchia del Santissimo Crocifisso. Don Robert e don Salvatore erano andati insieme in Cina ad acquistare le macchine per i mulini e gli impianti di trasformazione ed irrigazione della fattoria didattica. Don Robert era tornato a Noto lo scorso anno per discutere su come potenziare la coltivazione del caffè e si erano tenuti in contatto ogni settimana, “nonostante le comunicazioni siano difficili perché durante le manifestazioni il governo blocca internet”, precisa don Cerruto. “È il sesto prete ad essere rapito nel giro di cinque anni nella diocesi di Butembo-Beni. Degli altri non si è saputo più niente – dice don Cerruto -. Sembra che domenica sera all’uscita della messa i cristiani abbiano fatto una marcia di protesta pacifica dispersa dalla polizia locale, potrebbe essere stata una rappresaglia o una forma di intimidazione contro la Chiesa locale”. A suo avviso “quello che conta è intimidire la Chiesa. La nostra fattoria, siccome è stata realizzata dagli europei, finora era stata preservata. Non abbiamo mai subito furti di animali perché in genere dove sono i bianchi c’è più rispetto. Invece stavolta è stato attaccato un bersaglio finora inviolabile”. Stamattina nella diocesi di Noto si è svolta una riunione con il vescovo e il Consiglio episcopale. “Abbiamo mandato una lettera circolare alle parrocchie – spiega – e abbiamo intenzione di organizzare una iniziativa ufficiale per sensibilizzare anche le istituzioni”.

 

 

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