Papa in Perù: mons. Piñeiro (presidente vescovi), “l’incontro con gli indigeni l’immagine che più ricorderò della visita”

(Foto Vatican Media/SIR)

“L’immagine che maggiormente ricorderò di questa visita? L’incontro nella selva peruviana con gli indigeni”. Non ha dubbi mons. Salvador José Miguel Piñeiro García-Calderón, arcivescovo di Ayacucho e presidente della Conferenza episcopale peruviana, in un’intervista al Sir sul viaggio di Papa Francesco in Perù, durante il quale il Santo Padre ha saputo sintonizzarsi sulle diverse frequenze di un Paese diversificato: l’Amazzonia, la metropoli, la devozione popolare ma anche la sfiducia per la politica corrotta. “L’incontro con gli indigeni nella selva, a Puerto Maldonado – osserva il presule – stato un momento di ascolto delle popolazioni native, che spesso la Chiesa è stata l’unica a difendere, fin dai tempi di Pio X, che scrisse un’enciclica a favore degli indios e contro i caucheros, gli sfruttatori del caucciù. Papa Francesco ha mostrato l’importanza di prestare attenzione alle persone più povere ed escluse ed è arrivato al cuore degli indigeni”. Ma sono tante le immagini che resteranno di questo viaggio apostolico: “A Lima mi ha molto colpito la quantità di persone che si sono riversate nelle strade fin dall’arrivo del Papa – dice mons. Piñeiro -. Nella capitale il Santo Padre ha pregato il Signore dei Miracoli, ha incontrato i giovani, ha avuto moltissimi appuntamenti. Ai giovani ha parlato con immagini efficaci, da vero pedagogo, come quella del cuore che non può essere ritoccato come le foto”. E ai presuli peruviani ha indicato san Toribio, vescovo che ha operato in Perù, “come modello di autentico pastore” e “ha chiesto di essere vescovi in cammino che stanno accanto alle persone, in ascolto”.

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