Papa in Perù: mons. Piñeiro (presidente vescovi), “ci ha spiegato che c’è bisogno di un maggior numero di cittadini impegnati in politica e nella società”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Il sogno del liberatore di questo continente, Simón Bolívar, era quello di unire l’America Latina. Purtroppo in questo momento l’America è unita dalla corruzione. È una situazione che è legata anche alla crisi economica e ad aziende multinazionali. Attraverso la corruzione le coscienze sono manipolate e si attenta ai diritti e alla dignità dell’uomo”. Lo denuncia mons. Salvador José Miguel Piñeiro García-Calderón, arcivescovo di Ayacucho e presidente della Conferenza episcopale peruviana, in un’intervista al Sir nella quale fa un bilancio del viaggio di Papa Francesco in Perù. “Il Papa – precisa il presidente dei vescovi – ha parlato con grande chiarezza e ha spiegato che c’è bisogno che un maggior numero di cittadini si impegni nella politica e nella società. Poi, certo, la situazione in Perù è molto dolorosa, il Papa però non ha fatto riferimenti espliciti alla situazione del Perù, non so se ne abbia parlato nel colloquio privato con il presidente”. Ma, aggiunge mons. Piñeiro, “il mio invito, in momenti difficili come questo è di essere animati dalla speranza e di vivere con questo atteggiamento, confidando nel Vangelo, promuovendo la giustizia e combattendo l’impunità”.
Parlando delle sfide e priorità indicate dal Papa alla Chiesa peruviana, il presidente dei vescovi afferma: “Personalmente sono rimasto colpito dalla richiesta che ci ha fatto di essere veri pastori, molto vicini ai fratelli. E dell’invito, rivolto a tutti, a sconfiggere l’insensibilità, a preoccuparsi del prossimo. Soprattutto dei fratelli che vivono nella foresta amazzonica”.

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