Papa Francesco: domani incontra una delegazione di yazidi. Card. Filoni, “manifesterà tanta solidarietà e vicinanza ad una comunità perseguitata”

foto SIR/Marco Calvarese

“Sono particolarmente contento che il Santo Padre riceva questa comunità che è stata fortemente perseguitata in questi anni, soprattutto dall’Isis. Sicuramente si tratta di un incontro in cui il Santo Padre manifesterà tanta solidarietà e vicinanza”. Queste le parole del card. Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, alla vigilia dell’incontro che domani, prima dell’udienza generale del mercoledì, Papa Francesco avrà con una rappresentanza della Comunità di yazidi in Germania. Intervistato da Vatican News, il card. Filoni ricorda di quando è stato in Iraq, occasione nella quale, racconta, “ho avuto modo di incontrare alcune comunità e i loro capi durante la mia visita, quando il Santo Padre mi ha inviato per manifestare la sua solidarietà, e ho visto la grave, gravissima, sofferenza in cui si trovavano queste famiglie, molte delle quali avevano perso i mariti, i figli, alcune erano riuscite a fuggire, altre erano state rese schiave”. “Ho sentito la grande sofferenza di questa popolazione”, ha proseguito il cardinale, sottolineando che “mentre i cristiani venivano espulsi, gli yazidi venivano uccisi oppure schiavizzati oppure le donne, soprattutto le più giovani, venivano vendute ai mercati per pochi dollari, come schiave sessuali”. Secondo Filoni, l’incontro di domani “farà molto bene, soprattutto psicologicamente e politicamente a questa comunità. E credo che anche quella visita e altri incontri che già il Santo Padre ha avuto con gli yazidi abbiano cementato una stima e una fiducia reciproca”. Rispetto all’attuale situazione nel nord dell’Iraq, il prefetto spiega che “alcune famiglie sono potute rientrare, come stanno rientrando già in buona percentuale molte famiglie cristiane”. “I loro capi non sono mai partiti, cioè sono rimasti in una zona, tradizionalmente la loro, però più all’interno del Kurdistan iracheno dove non c’era stata l’occupazione, quindi credo che alcuni possano ritornare”. “Ma è difficile, quando sono stati uccisi uomini, donne e bambini e sono state distrutte le loro case, ritornare sic et simpliciter”, osserva il card. Filoni, per il quale “avranno bisogno di grande accompagnamento umano”.

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