Forum Davos: Narendra Modi (premier India), “l’enorme flusso di dati il bene più grande oggi. Chi li saprà controllare dominerà il mondo”

“Viviamo in un mondo che è una rete di reti complesse, un mondo che deve affrontare sfide nuove, poiché vive una trasformazione spinta dalla tecnologia. Essa ha il potere di piegare, rompere ma anche legare. L’enorme flusso di dati è il bene più grande oggi. Per cui chi li saprà controllare, sarà colui che dominerà il mondo”. In poche battute Narendra Modi, primo ministro dell’India, ha delineato i tratti del nostro tempo, nella sua prolusione stamane al Forum economico mondiale di Davos, che oggi è entrato nel vivo dei lavori. Secondo Narendra Modi lo sviluppo tecnologico, scientifico economico “offre strade per portare l’umanità alla prosperità”, ma allo stesso tempo generano “nuove barriere e fratture che infliggono ferite molto dolorose” e rendono “più difficile la strada per la pace e la prosperità”. Nascono allora alcune domande, che Narendra Modi ha elencato: “il nostro ordine globale aumenta le distanze? Quali sono i poteri che danno spazio all’isolazionismo contro l’armonia, prediligono il conflitto anziché la cooperazione? quali mezzi abbiamo per eliminare le fratture e le distanze e realizzare il sogno di un futuro armonico?” Citando i libri sacri della tradizione indiana, Narendra ha parlato del “mondo come una famiglia”: “Tutti noi siamo legati come una famiglia, il nostro destino ha un filo comune che ci lega”, ma, a differenza di quanto avviene solitamente in una famiglia, oggi c’è “mancanza di consenso” e le “differenze tra noi rendono più difficile la lotta contro le sfide”, che sono “tante e pericolose”. Il premier indiano ne ha citate tre: il terrorismo; il cambiamento climatico, minaccia verso la quale “avremmo dovuto mostrare solidarietà, ma non è avvenuto”: pochi sono i “Paesi che agiscono” concretamente ed effettivamente e “abbiamo perso il senso del nostro essere figli della terra”, per cui viviamo “un consumo che si basa sulla nostra felicità anziché sui bisogni”. La terza sfida è il fatto che i “Paesi si concentrino su se stessi e le forze del protezionismo alzino la testa per evitare la globalizzazione e invertirne il corso”. A lungo, Narendra Modi ha descritto l’azione del suo governo in India, dove la democrazia è vissuta “non solo come sistema politico, ma come uno stile di vita”, perché “nutre la diversità ma offre l’ambiente per portare a compimento le speranze delle persone”. I “valori democratici e la crescita economica possono riparare le fratture se si fanno “sforzi collettivi per una crescita inclusiva”. Quattro le strade indicate: i grandi poteri vivano relazioni di cooperazione e la competitività fra di loro non diventi divisione; si aderisca a un ordine giuridico internazionale; si lavori per riformare le istituzioni mondiali in ambito politico, economico e della sicurezza; si usi la velocità del progresso del mondo innescata da tecnologia e digitale per combattere la povertà e la disoccupazione.

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