Edilizia scolastica: Cittadinanzattiva, “manutenzione inadeguata in una scuola su quattro. Verifiche di vulnerabilità sismica solo nel 27% degli istituti”

Strutture spesso inadeguate, fatiscenti e con standard di sicurezza distanti da quelli stabiliti dalla legge, per lo più non a norma anti-sisma: non è rassicurante la fotografia delle scuole del nostro Paese. In materia di edilizia scolastica la sicurezza strutturale e sismica rimane un problema nazionale. La Legge di bilancio 2018 n. 205/2017 ha rifinanziato con 800 milioni di euro per il 2018 il fondo il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Tra i settori di spesa fra cui ripartire le risorse è prevista anche l’edilizia scolastica. Secondo l’ultimo Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole, che ne ha censito 4.401 di 18 regioni, una su quattro presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato e solo il 3% è in ottimo stato. Circa un quarto di aule, bagni, palestre e corridoi presenta distacchi di intonaco. Solo nello scorso anno ci sono stati 44 crolli. E ancora: muffe e infiltrazioni sono presenti nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni. La metà delle scuole (20.500 su 42mila) è situata in aree a rischio sismico ma secondo il Rapporto solo nel 27% degli edifici sono state effettuate le verifiche di vulnerabilità sismica, peraltro obbligatorie. Per Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva, occorrerebbe “obbligare” Amministrazioni pubbliche, Comuni e Province a realizzare queste verifiche entro un biennio, stabilendo sanzioni per gli inadempienti; elaborare “Linee di indirizzo” cui attenersi nell’immediato”; “monitorare l’andamento dei fondi stanziati individuando criteri, priorità e risorse certi per garantire un piano decennale di interventi di adeguamento sismico e/o di nuove costruzioni”.

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