Migranti: mons. Sorrentino (Assisi), “abbiamo il dovere di abbattere la cultura xenofoba, la nostra è cultura dell’incontro”

“Come Chiesa abbiamo il dovere di controbattere, anzi di abbattere una cultura xenofoba che ingenerosamente sente e presenta gli immigrati tout court come pericoli o problemi. La nostra, se siamo cristiani, non può che essere una cultura dell’incontro”. Il monito è di mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e presidente del Comitato di canonizzazione del beato Giuseppe Toniolo. Parlando questa sera al seminario di studio “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace” in corso a Roma per iniziativa dell’Azione cattolica italiana e dell’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo”, il presule non si nasconde le difficoltà del fare accoglienza ma porta la propria testimonianza. “Ho deciso di aprire la mia casa proprio all’ingresso della Sala della Spogliazione – racconta – ad alcuni richiedenti asili accolti dalla Caritas”. Da quel momento, assicura, “anche la mia vita di vescovo è in qualche modo cambiata”. Cinque donne nigeriane si sono avvicendate “non come semplici ospiti, ma in qualche modo come parte integrante della mia famiglia”. Più in generale, afferma, gli immigrati costituiscono “un contributo positivo ad alcune istanze demografiche ed economiche della nostra società” ma anche una grande opportunità di “arricchimento culturale e religioso”.

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