Migranti: card. Turkson, “equilibrio tra compassione e prudenza”. “Accogliere e integrare. Nuovi arrivati rispettino leggi e cultura Paese d’accoglienza”

L’invito a “considerare migranti e rifugiati come uomini e donne che cercano ma anche portano pace, intendono cioè, nella loro ricerca, costruire la pace”. A rivolgerlo, facendo sue parole del Papa, è il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero pontificio per il servizio dello sviluppo umano integrale, intervenendo al seminario di studio “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”, promosso questo pomeriggio a Roma dall’Azione cattolica italiana e dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” per riflettere sui contenuti del Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace 2018. Soffermandosi sulle “quattro pietre miliari” suggerite da Papa Francesco per la realizzazione di una strategia che edifichi la pace a partire dalle migrazioni globali – accogliere, proteggere, promuovere e integrare -, Turkson afferma: “La base da cui partire è l’unione tra compassione e prudenza”; un equilibrio “da mantenere tra queste moltitudini di persone e il bene delle comunità che le ricevono”. Per il porporato occorre “creare comunità, tendere una mano e offrire risposte positive per governare il processo”. I responsabili della cosa pubblica devono “definire misure razionali e ragionevoli per accogliere, proteggere, promuovere e integrare, nel quadro generale del bene comune” e al tempo stesso promuovere “l’inserimento civile dei nuovi arrivati”. Questi ultimi, da parte loro, “hanno il dovere di considerare e rispettare gli ordinamenti e la cultura” dei Paesi d’accoglienza.

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