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Terra Santa: Da Cunha (Ccee), “la sfida della pace si vince tenendo unite speranza e istruzione”

(da Gerusalemme) “Sono giovani che, pur vivendo in contesti e situazioni diverse, condividono la speranza in un futuro migliore rifiutando tutto ciò che provoca tensione e conflitto. Da qui la necessità di continuare l’impegno per la giustizia, la pace, la fine dell’occupazione e alimentare in tal modo questa loro speranza”. Lo ha detto al Sir mons. Duarte da Cunha, segretario generale del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee), al termine della visita annuale di solidarietà dei vescovi di Usa, Canada, Ue e Sud Africa che si è chiusa oggi a Gerusalemme (dal 13 gennaio). Durante gli oltre 5 giorni di pellegrinaggio i vescovi e gli altri membri dell’Holy Land Coordination hanno incontrato giovani palestinesi e israeliani, moltissimi gli studenti, e raccolto le loro testimonianze. Un elemento fondante emerso dalla visita è, per da Cunha, “la stretta relazione che esiste tra istruzione e speranza. I giovani che studiano hanno una mente e una visione più aperte, nutrono meno pregiudizi e meno ideologia. Più studi più sei forte, ma non per distruggere l’altro, quanto per affrontare il futuro. La sfida della pace si vince tenendo insieme speranza e istruzione”. L’educazione, però, aggiunge il segretario del Ccee, chiede la presenza anche di “bravi insegnanti. Ne abbiamo incontrati tanti in questi giorni, coscienti del loro ruolo e della loro missione”. Un ultimo punto sottolineato da mons. da Cunha è “la presenza della Chiesa cattolica e più in generale delle Chiese cristiane che portano avanti una straordinaria missione nel campo della scuola, dell’accoglienza delle persone più vulnerabili come disabili e anziani. Senza i cristiani cosa sarebbe di queste persone. Paesi come Germania e Usa hanno capito l’importanza di questa missione ai più deboli e hanno deciso di sostenerla”. Sostegno che nella dichiarazione finale, “abbiamo voluto ribadire esortando i nostri fedeli in Occidente a sostenere le organizzazioni che contribuiscono a creare posti di lavoro, fornire alloggi e facilitare il dialogo”, “pregare e organizzare pellegrinaggi e assumere una posizione risoluta contro tutti coloro che cercano di creare ulteriori divisioni, specialmente tra i nostri leader politici”.

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