#pattoXnatalità: Rosina (Istituto Toniolo), “in povertà assoluta 10,4% di nuclei con capofamiglia under 35. Urgenti politiche di sostegno”

Gli effetti del calo demografico sono destabilizzanti, “uguali a quelli di un terremoto”, ma poiché si tratta di “un fenomeno lento”, ci siamo adattati “di anno in anno senza accorgersi dei danni che produce”. A lanciare l’allarme è Alessandro Rosina, docente di demografia all’Università Cattolica di Milano e coordinatore scientifico del Rapporto Giovani promosso dall’Istituto Toniolo. Intervenuto oggi a Roma alla presentazione del patto sulla natalità promosso dal Forum delle associazioni familiari, Rosina spiega che “tra qualche decennio la generazione del baby boom, asse portante del lavoro e dell’economia, uscirà di scena”, mentre agli anni ’70 ad oggi in Italia l’età media per formare famiglia e avere figli è salita dai 25 ai 31 anni a causa delle difficoltà occupazionali, abitative e di conciliazione tra lavoro e famiglia. E c’è un’aggravante: “L’incidenza della povertà assoluta dei nuclei con capofamiglia under 35 è pari a 10,4% contro il 3,9% dei nuclei con capofamiglia di età 65 e più. Per una coppia con 3 o più figli l’incidenza è 14,7%”. Secondo il demografo è urgente “mettere in atto politiche efficaci di sostegno alle scelte di formazione delle famiglie” anche perché “la denatalità passata sta erodendo le potenziali madri di oggi (e del futuro): le donne arrivate alla fine della loro vita riproduttiva, ovvero attorno ai 50 anni, sono oltre mezzo milione, mentre le donne che stanno entrando nella fase di formazione della famiglia, ovvero attorno ai 25 anni, sono poco più di 300mila (il 40% in meno)”.

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