Papa in Cile: p. Beltrami (missionario), “sarà fermento vivo nella società cilena”

La visita di Papa Francesco in Cile “è un avvenimento di enormi proporzioni” che sarà “fermento vivo nella società”: è il commento di padre Graziano Beltrami, missionario verbita in Cile, rilasciato al settimanale diocesano “Vita trentina”. Padre Beltrami ricorda la visita Papa Giovanni Paolo II nell’aprile del 1987: “Altri tempi, altro scenario! Era la prima visita di un Papa in questa lunga striscia di terra, con Pinochet al potere, e una Chiesa vista come la ‘voce dei senza voce’; una visita che ha lasciato i suoi frutti: fu una settimana dove la gente poteva esprimersi nelle cerimonie ufficiali e nei mezzi di comunicazione di massa senza peli sulla lingua; fu uno spiraglio di apertura che ebbe poi i suoi frutti anche nel plebiscito dell’anno dopo – 5 ottobre 1988 – che disse no ad altri 8 anni di dittatura, secondo la Costituzione preparata dallo stesso governo Pinochet; sconfitta accettata a malincuore, ma che ha permesso elezioni libere e governi democratici fino ad ora”. Oggi il contesto è totalmente diverso, riflette: “La voce e la risonanza della Chiesa non è la stessa, il suo ruolo nella società cilena non è così significativo come 30 anni fa, anzi, ora dev’essere lei ad ascoltare le voci dei mass media, delle reti sociali, ecc., e non sempre in chiave ‘simpatica’; da una gerarchia differente ad errori e scandali del clero a livello nazionale è facile ‘fare di tutta l’erba un fascio’. L’adesione è molto, molto inferiore, l’accettazione di valori tradizionali non può darsi per scontata”. Secondo il missionario però “non tutto è perduto”. “Abbiamo fiducia che anche la visita di Francesco non sarà infruttuosa! Se 30 anni fa il compito era di riformare la società – afferma -, oggi è di riformare e dare nuova vita alla stessa Chiesa. Non stiamo al livello della nave che affonda e del si salvi chi può; se è vero che le nostre parrocchie e chiese tendono a svuotarsi, le nostre scuole cattoliche continuano ad essere richieste e frequentate in massa, significa che le famiglie credono nei nostri valori e nella nostra presenza, e non è poca cosa… Non è il tempo del trionfalismo, ma di un lento e sicuramente faticoso ‘lavoro di formica’ per mantenersi fermento positivo nella società cilena”.

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