Movimenti ecclesiali: mons. Coda (teologo), “esprimere al meglio, a servizio dell’evangelizzazione, il proprio specifico contributo”

“L’irruzione e il farsi presente dei nuovi movimenti ecclesiali in concomitanza col Vaticano II ha costituito e costituisce un positivo pungolo e, in alcuni casi, una provvidenziale indicazione di orientamento, in quello straordinario processo di accensione performativa della coscienza ecclesiale”. Lo ha detto questa mattina mons. Piero Coda, teologo e preside dell’Istituto universitario Sophia, durante il convegno “Carisma e istituzione in movimenti e comunità ecclesiali”, in corso a Roma. A suo avviso, il tempo attuale è quello della “terza fase”, cioè quella successiva alla conclusione del periodo di fondazione dei movimenti, in cui “l’effervescenza carismatica è impegnata a trovare gli opportuni canali per una equilibrata istituzionalizzazione, in rapporto a sé e in riferimento alla compagine ecclesiale nel suo insieme”. Con un obiettivo di fondo: “Esprimere al meglio, a servizio dell’evangelizzazione, il proprio specifico contributo”. Durante il suo intervento, in cui ha citato la Lettera di Papa Francesco ai vescovi “Iuvenescit Ecclesia”, mons. Coda ha ribadito l’importanza della “sinergia dei doni nella comunione della vita della Chiesa, altrimenti il processo di riforma di Papa Francesco non trova alimentazione”, e della “prassi sinodale”, in cui “tutti i doni dello Spirito Santo siano accolti ed esercitati nella comunione e nella missione della Chiesa”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia