Diocesi: Ravenna-Cervia, “l’ora di religione è diventata un’opportunità non solo culturale ma anche esperienziale adatta a tutti

“Per come è fatta oggi, l’ora di religione è diventata così un’opportunità non solo culturale ma anche esperienziale adatta a tutti”. Con queste parole, diffuse attraverso un comunicato stampa, l’arcidiocesi di Ravenna-Cervia invita ad avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica (Irc), in occasione dell’iscrizione dei figli nelle scuole di ogni ordine e grado. Alla domanda “Perché genitori e studenti dovrebbero avvalersi dell’Irc nella scuola pubblica?”, la diocesi di Ravenna-Cervia “propone di rispondere positivamente, perché non è un’ora di catechismo, ma di cultura religiosa svolta secondo i programmi del Ministero”. “Molti studenti, anche stranieri, di religione diversa, la apprezzano – si sottolinea nel comunicato – perché è l’ora del dialogo e del confronto dei ragazzi tra loro e con un insegnante laico competente su argomenti religiosi e vitali, non solo una esposizione corretta delle caratteristiche della religione cristiana, che comunque interessano molti”. Nel 2016, hanno deciso di avvalersi dell’ora di religione il 79,30% dei genitori dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia, l’85,97% nella scuola primaria, il 79,55% nella scuola secondaria di primo grado e il 62,8% nella scuola secondaria superiore. Don Andrea Bonazzi direttore dell’Ufficio scolastico diocesano, spiega come anche i vescovi italiani indicano ai ragazzi il valore “culturale” dell’ora di religione, “un’occasione formativa importante che viene offerta per arricchire la vostra esperienza di crescita e per conoscere le radici cristiane della nostra cultura e della nostra società”. Nell’editoriale del settimanale diocesano “Risveglio Duemila” di questa settimana la direttrice, Daniela Verlicchi, ricorda che sui valori educativi per i propri figli i genitori sono chiamati a scegliere ogni giorno. “Non farlo – si legge nell’editoriale – nel caso dell’ora di religione a scuola, ad esempio, significa prendere una decisione impegnativa: privare i propri figli di chiavi importanti di lettura della nostra cultura contemporanea, e di quel laboratorio di umanità che quasi sempre rappresenta quest’ora all’interno del contesto scolastico”. Perché, “contrariamente a quel che alcuni vogliono farci credere, l’Irc è un’opportunità per tutti”, “un’ora per scrivere la propria vita”, indipendentemente da ciò che si farà da grandi.

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