Comuni: Anci, “no a ineleggibilità e maggiori tutele per i sindaci, ecco l’agenda per il 2018”

“I sindaci sono contemporaneamente la figura istituzionale in cui i cittadini ripongono maggiore fiducia e gli unici esponenti politici ineleggibili al Parlamento: a causa delle attuali norme, una eventuale candidatura per rappresentare i propri cittadini in Parlamento sarebbe possibile solo dimettendosi dalla carica di sindaco sei mesi prima delle elezioni. Una condizione che a nostro avviso lede il rapporto democratico tra elettore e sindaco. Per questo motivo il primo impegno dell’Anci a partire da oggi sarà quello di chiedere la cancellazione dell’ineleggibilità dei sindaci a favore dell’incompatibilità, sul modello di quanto già avviene per i presidenti di Regione e i consiglieri regionalii”. Lo afferma il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, illustrando le decisioni prese oggi dal Consiglio nazionale dell’associazione, che si è riunito a Roma.
Il tema della tutela della reputazione dei sindaci è stato messo sul tavolo dal presidente del Consiglio nazionale e sindaco di Catania Enzo Bianco: “Non chiediamo immunità o trattamenti di privilegio. Ciò che ci sta a cuore è la reputazione dei sindaci. Noi siamo sovraesposti e, in assenza di un bilanciamento tra poteri e responsabilità, siamo in una condizione di particolare fragilità. Che si traduce in fragilità della istituzione che rappresentiamo. Vogliamo porre questo tema all’attenzione del Parlamento, ne parleremo a tutti i leader delle forze politiche in campo e istituiremo un gruppo di lavoro perché l’opinione pubblica sia informata”. Sarà un gruppo di lavoro istituito ad hoc a farsi carico della necessaria interlocuzione con tutte le forze politiche.
Non sono solo le battaglie contabili e fiscali a vedere impegnati, insieme, i sindaci. Sulla salvaguardia dell’autorevolezza e della reputazione dei sindaci, anche Decaro spiega: “Non è concepibile che siamo soggetti ad avvisi di garanzia immediati per l’esondazione di un canale o per decine di altre evenienze per far fronte alle quali le risorse provengono dallo Stato e l’attività di programmazione è competenza delle Regioni. Abbiamo tracciato un percorso, contribuendo a riscrivere quella che sarà la riforma del sistema di Protezione civile, che finalmente scinde la responsabilità politica del sindaco dalla responsabilità oggettiva in caso di eventi calamitosi e danni a persone o cose. Devono essere riconsiderate le misure introdotte dalla legge Severino che penalizzano la figura del sindaco e la sua autorevolezza. Non è inoltre più rinviabile un intervento di riordino istituzionale degli enti locali, attraverso un tagliando della legge Delrio, ma anche con incentivi per la gestione associata dei piccoli Comuni”.

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