Baby gang: don Incoronato (diocesi Napoli), “fretta, nervosismo e troppi impegni ci fanno dimenticare la cura dei ragazzi”

“Troppa fretta, troppo nervosismo, una vita che scorre tra un impegno e l’altro ci fa dimenticare di curare i nostri ragazzi, che non sono il nostro futuro, ma il nostro oggi”. Lo dice, in un’intervista al Sir, don Pasquale Incoronato, responsabile del Servizio di pastorale giovanile della diocesi di Napoli, parroco della chiesa di Santa Maria del Pilar a Ercolano e impegnato, da vent’anni, con i minori a rischio con la Locanda di Emmaus, a proposito del fenomeno delle baby gang. “Lo stare insieme rende forti questi ragazzi che esprimono attraverso la rabbia e soprattutto la violenza il loro disagio – prosegue don Incoronato -. Sembrano dire ‘io ci sono’, ma in una modalità che fa solo del male. Questo purtroppo perché i nostri ragazzi sono abituati a comunicare e farsi sentire solo in questa maniera sbagliata, che va corretta, ma che, a mio avviso, rileva una mancanza di affetto, di attenzione. Al Sud e in Italia, in generale, c’è una ‘parolaccia’, quasi una ‘bestemmia’: emergenza. Su questa parola si creano situazioni transitorie, ma non si pensa a una progettualità. La progettualità, invece, ha bisogno di persone appassionate, che ci credono e vogliono mettersi insieme per il bene di questi giovani”.
Il sacerdote evidenzia: “Papa Francesco utilizza termini come abitare, accompagnare, ma questo porta fatica nella relazione, mentre l’adulto non c’è più, abita altri luoghi, dimensioni. Purtroppo, preferiamo le masse. Mancando il rapporto ‘a tu per tu’ viene meno la capacità di stare dentro le relazioni”, invece “dobbiamo trovare il coraggio di esserci anche quando non abbiamo subito frutti. Noi vorremmo tutto e subito anche nelle relazioni, ma non deve essere così. Mancano, dunque, figure di adulti credibili”.

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