Andalusia: vescovi Sud della Spagna, “preoccupante la legge su ideologia gender”, che compromette “libertà di pensiero, educazione, coscienza, religione”

Di fronte all’approvazione nel Parlamento andaluso della legge 8/2017 per garantire i diritti, l’uguaglianza di trattamento e di non discriminazioni delle persone Lgtb e i loro familiari in Andalusia, legge pubblicata nel Bollettino ufficiale andaluso del 15 gennaio 2018, i vescovi del Sud della Spagna, in una nota diffusa ieri, mettono in guardia dai rischi legati al provvedimento: “Ci sembra preoccupante che questa legge possa imporre a tutti i cittadini andalusi una visione ideologica concreta dell’uomo. Anche se aparentemente persegue un fine buono, come il rispetto di tutte le persone, indipendentemente dalle loro condizioni e tendenze sessuali, tuttavia, in fondo accoglie tutto l’apparato linguistico dell’ideologia gender, che pretende di eliminare i concetti di uomo e donna, separando l’indentità dalla corporalità, tentando così di decostruire il corpo umano, il matrimonio e la famiglia”.
Per i vescovi del Sud della Spagna, “è una legge che supera di molto il suo obiettivo di combattere la discriminazione”. “Non è giusto – sottolineano – che, in nome del bene comune, si impongano un’antropologia e una determinata visione morale, che sono di fatto una minaccia per la vita familiare, l’educazione e l’esercizio della medicina”. Per i presuli, si tratta di “una legge che compromette la libertà di pensiero, la libertà di coscienza, la libertà di educazione e di insegnamento e la libertà religiosa”. I vescovi ricordano che “la missione della legge è far crescere la giustizia e non di imporre legalmente una determinata idea morale, giacché quando un Stato vuole quiere imporrer una ideologia cade nell’ingiustizia e promuove il totalitarismo del pensiero unico”. I presuli denunciano anche che la legge “obliga persone e istituzioni ad assumere e collaborare con l’ideologia gender nei diversi ambiti della società, nella sanità, nell’educzione, nel tempo libero, nello sport en ella familia, senza la possibilità di dissentire né di sollevare l’obiezione di coscienza”. Infine, i vescovi invitano tutti, e “soprattutto il popolo cristiano”, “a non restare passivi di fronte al pericolo che suppongono i postulati della menzionata legge per la libertà religiosa, di educazione e di pensiero”.

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