Aiuto allo sviluppo: i 35 anni del Cisp, 1500 progetti in più di 30 Paesi del mondo

Il Cisp – Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli, fondato il 10 gennaio 1983, ha compiuto 35 anni, nel corso dei quali ha realizzato 1.500 progetti in più di 30 Paesi, in Africa, nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, in America Latina e nei Caraibi, in Asia, nell’Europa dell’Est, in Unione europea, raggiungendo direttamente più di 100 milioni di beneficiari.  Con un bilancio complessivo di 35 milioni di euro l’anno, sono stati 5.5000.000 i beneficiari raggiunti direttamente nel corso dell’anno.  Progetti che servono ad assicurare ed estendere diritti: all’acqua, alla salute, al reddito, all’inclusione.  Del lavoro del Cisp si è parlato oggi in un presso la Sala stampa estera a Roma, con operatori dell’organizzazione provenienti da Somalia, Guatemala, Libano, Bosnia-Erzegovina, Niger. Hanno raccontato le attività in corso a favore dell’educazione, del processo di pace, del sostegno alla lotta alla povertà e contro la violenza su donne e bambini.  “In occasione del nostro anniversario – ha detto il presidente del Cisp, Paolo Dieci – abbiamo adottato una nuova Dichiarazione di Intenti, che stabilisce orizzonti strategici condivisi e fissa obiettivi generali. Si tratta di un testo elaborato a 500 mani, quelle dei nostri cooperanti, dei quadri della sede di Roma, degli esperti dei Paesi dove operiamo”. Nel 2008 era stata realizzata, in maniera analoga, una Dichiarazione di intenti per i diritti e contro la povertà. “Questa nuova versione – ha proseguito Dieci – nasce dalla consapevolezza del fatto che dal 2008 ad oggi il contesto internazionale di riferimento è profondamente cambiato. Nel 2008 eravamo a metà percorso dell’Agenda degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio; dal settembre del 2015 la comunità internazionale si è data una nuova agenda, che prevede, entro il 2030, di affermare 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. Sullo sfondo di questo cambiamento globale, assistiamo ad alcuni dati di fatto. Uno tra tutti: l’emergere, sul piano mondiale e dentro ogni Paese, delle questioni della diseguaglianza e dell’esclusione come vere e proprie emergenze sociali, politiche ed economiche. Il Cisp assume queste emergenze come le sfide da affrontare nel prossimo decennio”.

 

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