Venezuela: Conferenza episcopale solidale con vescovi Basabe e López Castillo accusati di “reati d’odio”

I vescovi del Venezuela esprimono “fraterna solidarietà” a mons. Antonio López Castillo, arcivescovo di Barquisimeto, e mons. Víctor Hugo Basabe, vescovo di San Felipe, attaccati dal presidente Nicolàs Maduro il 15 gennaio perché durante le omelie nel giorno “de la Divina Pastora” hanno espresso pareri che Maduro ha etichettato come “veri reati di odio”. I vescovi ricordano che il 12 gennaio, in una esortazione pastorale, avevano proprio criticato la legge “contro l’odio e l’intollerenza” nata all’interno dell’Assemblea Costituente, perché “criminalizza ogni manifestazione contraria e favorisce la moltiplicazione e diffusione di ogni tipo di illazione e speculazione, il cui effetto è consolidare un controllo assoluto delle attività e provocare la paura e l’autocensura”. Le ultime parole di Maduro, secondo i vescovi, “sono una prova che questa legge è concepita per essere applicata e per criminalizzare tutti coloro che  esprimono disagio nei confronti del governo”. “Il presidente ha totalmente travisato il messaggio dei vescovi – affermano -, specialmente quello di mons. Víctor Hugo Basabe, con l’obiettivo di far vedere che i vescovi compiono reati. La verità di ciò che succede nel Paese è stata evidenziata nelle omelie pronunciate quel giorno. Lo hanno confermato migliaia di fedeli presenti alla messa in Avenida Venezuela, che con i loro gesti sottolineavano ciò che stavano ascoltando”. “In un Paese che desidera vivere in pace e riconciliazione – dicono – che aspira ad un futuro di speranza e non di condanna e minaccia permanente solo perché non concorda con i comportamenti e i provvedimenti ufficiali, abbiamo bisogno di governanti con il coraggio necessario a trattare tutti i cittadini nello stesso modo”. La nota, firmata dal nuovo presidente della Cev, mons. José Luis Azuaje Ayala, vescovo di Barinas, dai due vicepresidenti e dal segretario generale, chiede a tutti coloro che sono rimasti “scandalizzati dal crescente linguaggio di odio e violenza, di non cadere nella tentazione di rispondere con la stessa moneta”.

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