S. Antonio abate: Coldiretti, a S. Pietro asini e capre terremotati. -20% di latte. Necessario difendere biodiversità

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Nelle aree terremotate la produzione di latte è calata del 20% anche per stress, decessi e chiusura delle stalle crollate, ma le difficoltà non hanno scoraggiato la maggioranza degli allevatori che, al prezzo di mille difficoltà e sacrifici, non hanno abbandonato il territorio. È quanto afferma Coldiretti che oggi, in occasione di Sant’Antonio abate, patrono degli animali, ha portato a piazza San Pietro a Roma una “delegazione” dei cavalli, muli, capre e asini salvati nelle aree colpite dal sisma per la tradizionale benedizione. A sostenere l’allevamento è stata la solidarietà degli italiani con le operazioni “Adotta una mucca”, “Dona un ballone” di fieno o la riscoperta dell’antica tradizione sarda agropastorale sarda della “paradura” con la quale sono state offerte in dono mille pecore dai pastori di Coldiretti Sardegna a quelli terremotati di Cascia. Ma c’è stata pure una richiesta senza precedenti dei prodotti tipici delle aree terremotate come la caciotta della solidarietà, anche sotto la spinta dell’esempio del Santo Padre che, attraverso l’Elemosineria apostolica, ha acquistato pecorino di Amatrice ed altre eccellenze del territorio. Molti gli esempi di produzioni portate in piazza da Coldiretti e Associazione italiana allevatori (Aia) ottenute dal grande patrimonio di biodiversità della Fattoria Italia dove sono allevati oltre 650 milioni tra mucche, galline, maiali, pecore, conigli, capre, bufale, cavalli e asini. La difesa della biodiversità non ha solo un valore naturalistico ma – sottolinea Coldiretti – “è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole Made in Italy”. Per le imprese agricole è necessario “distinguersi in termini di qualità delle produzioni” per affrontare il mercato globalizzato.

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