Papa in Cile: messa a Maquehue, saluta i “Mapuche”. “Quante lacrime versate!”. “Non permettere che ci vinca lo scontro o la divisione”

“Voglio soffermarmi e salutare in modo speciale i membri del popolo Mapuche, così come gli altri popoli indigeni che vivono in queste terre australi: Rapanui (Isola di Pasqua), Aymara, Quechua e Atacama, e molti altri”. Il primo pensiero del Papa, nella Messa celebrata oggi nell’aerodromo di Maquehue, “nel quale si sono verificate gravi violazioni di diritti umani”, è per le popolazioni autoctone, salutate all’inizio con alcune espressioni prese dalla loro lingua. “Questa terra, se la guardiamo con gli occhi dei turisti, ci lascerà estasiati – le parole di Francesco – però dopo continueremo la nostra strada come prima; se invece ci avviciniamo al suolo lo sentiremo cantare: ‘Arauco ha un dolore che non posso tacere, sono ingiustizie di secoli che tutti vedono commettere’”. “In questo contesto di ringraziamento per questa terra e per la sua gente, ma anche di sofferenza e di dolore, celebriamo l’Eucaristia”, ha proseguito il Papa: “E lo facciamo in questo aerodromo di Maquehue, nel quale si sono verificate gravi violazioni di diritti umani. Offriamo questa celebrazione per tutti coloro che hanno sofferto e sono morti e per quelli che, ogni giorno, portano sulle spalle il peso di tante ingiustizie”. “Rimaniamo un minuto in silenzio, davanti a tanto dolore e tanta ingiustizia”, ha aggiunto a braccio. Poi la citazione della preghiera di Gesù nel Vangelo di Giovanni: che “tutti siano una cosa sola”. “In un’ora cruciale della sua vita si ferma a chiedere l’unità”, ha commentato Francesco: “Il suo cuore sa che una delle peggiori minacce che colpisce e colpirà il suo popolo e tutta l’umanità sarà la divisione e lo scontro, la sopraffazione degli uni sugli altri. Quante lacrime versate!”. “Oggi vogliamo fare nostra questa preghiera di Gesù, vogliamo entrare con lui in questo orto di dolore, anche con i nostri dolori, per chiedere al Padre con Gesù: che anche noi siamo una cosa sola”, ha detto Francesco: “Non permettere che ci vinca lo scontro o la divisione. Questa unità, implorata da Gesù, è un dono che va chiesto con insistenza per il bene della nostra terra e dei suoi figli”. E bisogna stare attenti a possibili tentazioni che possono apparire e “inquinare dalla radice” questo dono che Dio ci vuole fare e con cui ci invita ad essere autentici protagonisti della storia. Il Papa è arrivato all’aeroporto “La Auracanìa” di Temuco alle 9.30 (le 13.30 ora di Roma), per poi trasferirsi all’aerodromo di Maquehue, per il giro in “papamobile” tra i fedeli e la Messa, iniziata alle 14.30 locali.

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