Papa in Cile: messa a Maquehue, “abbiamo bisogno gli uni degli altri nelle nostre differenze perché questa terra possa essere bella”

“Una delle principali tentazioni da affrontare è quella di confondere unità con uniformità”. Ne è convinto il Papa, che nell’omelia della Messa celebrata all’aerodromo di Maquehue ha messo in guardia dalle “possibili tentazioni” che possono “inquinare dalla radice” l’unità. “Gesù non chiede a suo Padre che tutti siano uguali, identici”, ha spiegato Francesco, “perché l’unità non nasce né nascerà dal neutralizzare o mettere a tacere le differenze. L’unità non è un simulacro né di integrazione forzata né di emarginazione armonizzatrice”. “La ricchezza di una terra nasce proprio dal fatto che ogni componente sappia condividere la propria sapienza con le altre”, la ricetta del Papa: “Non è e non sarà un’uniformità asfissiante che nasce normalmente dal predominio e dalla forza del più forte, e nemmeno una separazione che non riconosca la bontà degli altri”. “L’unità domandata e offerta da Gesù riconosce ciò che ogni popolo, ogni cultura è invitata ad apportare a questa terra benedetta”, ha proseguito Francesco: “L’unità è una diversità riconciliata perché non tollera che in suo nome si legittimino le ingiustizie personali o comunitarie. Abbiamo bisogno della ricchezza che ogni popolo può offrire, e dobbiamo lasciare da parte la logica di credere che ci siano culture superiori o inferiori”. L’arte dell’unità, in altre parole, “esige e richiede autentici artigiani che sappiano armonizzare le differenze nei ‘laboratori’ dei villaggi, delle strade, delle piazze e dei paesaggi. Non è un’arte da scrivania o fatta solo di documenti, è un’arte dell’ascolto e del riconoscimento. In questo è radicata la sua bellezza e anche la sua resistenza al passare del tempo e delle intemperie che dovrà affrontare”. In concreto, “l’unità di cui i nostri popoli hanno bisogno richiede che ci ascoltiamo, ma soprattutto che ci riconosciamo, il che non significa solo ricevere informazioni sugli altri ma raccogliere quello che lo Spirito ha seminato in loro come un dono anche per noi”. “Abbiamo bisogno gli uni degli altri nelle nostre differenze affinché questa terra possa essere bella”, ha sintetizzato il Papa a proposito della “via della solidarietà come modo di tessere l’unità, come modo di costruire la storia”. Essere “artigiani di unità”, ha concluso, “è l’unica arma che abbiamo contro la “deforestazione” della speranza.

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