Papa in Cile: all’Università Cattolica, no alla “frammentazione”, sì al “noi”

“È urgente creare spazi in cui la frammentazione non sia lo schema dominante, nemmeno del pensiero; per questo è necessario insegnare a pensare ciò che si sente e si fa; a sentire ciò che si pensa e si fa; a fare ciò che si pensa e si sente”. È la ricetta del Papa per l’educazione, illustrata nel suo discorso all’Università Cattolica di Santiago, alla quale ha chiesto “un dinamismo di capacità al servizio della persona e della società”. “L’alfabetizzazione, basata sull’integrazione dei diversi linguaggi che ci costituiscono, coinvolgerà gli studenti nel loro processo educativo, processo di fronte alle sfide che il prossimo futuro presenterà loro”, ha assicurato Francesco, secondo il quale “il divorzio dei saperi e dei linguaggi, l’analfabetismo su come integrare le diverse dimensioni della vita, non produce altro che frammentazione e rottura sociale”. “In questa società liquida o leggera, come alcuni pensatori l’hanno definita – l’analisi del Papa – vanno scomparendo i punti di riferimento a partire dai quali le persone possono costruirsi individualmente e socialmente”: “Sembra che oggi la ‘nuvola’ sia il nuovo punto di incontro, caratterizzato dalla mancanza di stabilità poiché tutto si volatilizza e quindi perde consistenza. Questa mancanza di consistenza potrebbe essere una delle ragioni della perdita di consapevolezza dello spazio pubblico. Uno spazio che richiede un minimo di trascendenza sugli interessi privati (vivere di più e meglio), per costruire su basi che rivelino quella dimensione importante della nostra vita che è il ‘noi'”. Senza la consapevolezza del “noi”, la tesi di Francesco, “è e sarà molto difficile costruire la nazione, e dunque sembrerebbe che sia importante e valido solo ciò che riguarda l’individuo, mentre tutto ciò che rimane al di fuori di questa giurisdizione diventa obsoleto”. “Una cultura di questo tipo ha perso la memoria, ha perso i legami che sostengono e rendono possibile la vita”, il grido d’allarme: “Senza il ‘noi’ di un popolo, di una famiglia, di una nazione e, nello stesso tempo, senza il ‘noi’ del futuro, dei bambini e di domani; senza il ‘noi’ di una città che ‘mi’ trascenda e sia più ricca degli interessi individuali, la vita sarà non solo sempre più frammentata ma anche più conflittuale e violenta”.

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