Consumi: Coldiretti, animali in una casa su tre. Metà salvati da strada. In agricoltura sociale impiegati a fini terapeutici

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Una famiglia italiana su tre (33%) ospita in casa almeno un animale da compagnia che nella metà delle volte arriva da strutture di ricovero (canili o gattili) o è stato salvato direttamente dalla strada. È quanto emerge dal dossier “Gli animali nelle case degli italiani” presentato in occasione di Sant’Antonio abate, patrono degli animali, in piazza San Pietro a Roma dove per l’occasione sono arrivate mucche, asini, pecore, capre, galline e conigli delle razze più rare e curiose salvate dal rischio di estinzione. Una tradizione popolare – spiega Coldiretti – che il 17 gennaio vede in tutta Italia parrocchie di campagne e città prese d’assalto per la benedizione dalla variegata moltitudine di esemplari presenti sul territorio nazionale. Secondo gli ultimi dati disponibili sono oltre 14 milioni i cani e i gatti in Italia, ai quali si aggiungono 3 milioni di conigli e tartarughe, 13 milioni di uccelli e 30 milioni di pesci. Negli ultimi cinque anni si registra un vero e proprio boom per la richiesta di servizi veterinari (+89,1%), “beauty farm” e “asili” per cani e gatti che hanno fatto segnare un aumento del 43,7%. E se l’alimentazione resta fra le voci di spesa più importanti con oltre 2 miliardi di euro all’anno, nella maggioranza delle famiglie si spendono complessivamente in media dai 30 ai 100 euro al mese. Il ruolo degli animali all’interno della società è cresciuto ed è stato anche riconosciuto a livello giuridico da norme e regolamenti come la legge sull’agricoltura sociale tra le cui pratiche vi sono servizi di cura e assistenza terapeutica come l’ippoterapia o l’onoterapia oltre alla funzione educativa svolta dalle fattorie didattiche.

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