Elezioni: card. Bassetti, “ho paura di chi soffia sul fuoco della rabbia sociale”

“Ho paura di chi soffia sul fuoco della rabbia sociale, soprattutto dei ceti poveri e popolari”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, in un’intervista pubblicata ieri su “La Stampa”, in cui ha anticipato lo sguardo della Chiesa italiana sul dibattito politico e sulla prossima campagna elettorale. Tra le priorità del Paese indicate: il lavoro, la famiglia, i giovani. “Ma la vera prima grande priorità è l’Italia stessa”. “Sento parlare sempre di misure specifiche o di bonus. Tutte cose buone, ma mi sembrano solo delle toppe – ha aggiunto -. Occorre invece ricucire l’intero vestito. C’è un’Italia da rammendare e da rilanciare con coraggio, carità e responsabilità”. Secondo il porporato, “bisogna ritornare a riflettere secondo un orizzonte di comunità, di popolo, di Italia intera. Altrimenti, ho l’impressione che rimaniamo in una palude stagnante”. Quindi, uno sguardo sul Mezzogiorno, che “ormai da decenni vive in condizioni critiche. Ci sono milioni di giovani che vivono una precarietà drammatica – ha ribadito -. E con loro milioni di famiglie che, per arrivare a fine mese, compiono degli atti di eroismo quotidiano paragonabili alla scalata del Cervino”. Parlando dei populismi, il presidente della Cei non nasconde che “ho timore di tutti coloro che si appellano al popolo in modo strumentale, magari urlando a squarciagola ma senza fare niente di concreto”. Riferendosi all’accoglienza dei migranti e alla mancata approvazione dello ius soli, il card. Bassetti si è detto “preoccupato per certi giudizi trancianti che sono stati dati e per alcuni rigurgiti di xenofobia che sono un campanello di allarme che non va sottovalutato”. Quello auspicato è piuttosto “uno spirito veramente collaborativo per affrontare un tema come quello sulla cittadinanza”.

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