Diocesi: Grosseto, accolto ieri il vescovo Lachovicz, visitatore apostolico per i fedeli ucraini greco-cattolici

Il vescovo Dionisio Lachovicz tra don Vitaliy Perihmons e mons. Rodolfo Cetoloni

In occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, la diocesi di Grosseto ha vissuto ieri un momento particolarmente significativo: l’accoglienza del vescovo Dionisio Lachovicz, visitatore apostolico per i fedeli ucraini in Italia. Nella chiesa di san Giuseppe, a Grosseto, mons. Lachovicz ha presieduto la Divina Liturgia, concelebrata dal vescovo Rodolfo Cetoloni. Il visitatore apostolico ha ringraziato mons. Cetoloni e i sacerdoti della diocesi che hanno preso parte alla Divina Liturgia “come segno di amicizia e di comunione ecclesiale e di testimonianza della cattolicità nel senso più autentico della unità nella diversità”. Ha poi ringraziato per l’accoglienza di don Vitaliy Perih, da circa un anno a Grosseto come cappellano per la cura spirituale degli ucraini greco-cattolici, e per la disponibilità di un luogo di culto, la chiesa di san Giuseppe, dove i fedeli della Chiesa greco-cattolica ucraina possono riunirsi per pregare e ritrovare il senso della comunità “e sentirsi davvero a casa loro”. Facendo riferimento al messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, mons. Lachovicz ha evidenziato che “integrare è quello che voi fate per i nostri migranti. Integrare infatti, come ricordava Giovanni Paolo II, non è dimenticare la propria identità, ma è aprirsi per accogliere e contribuire ad una maggiore conoscenza reciproca, per promuovere così un’autentica cultura dell’incontro”. Oltre a ringraziare il visitatore apostolico “per il regalo che ci avete fatto oggi, celebrando la Divina Liturgia con cui abbiamo sperimentato di essere immersi nel mistero”, mons. Cetoloni ha ringraziato del servizio di don Vitaliy, “che ci ha aiutati di più a prendere coscienza della presenza così numerosa della comunità ucraina nella nostra terra. Chiediamo scusa nel non aver avuto tutta la giusta attenzione dei fratelli che erano giunti tra noi”. Il vescovo ha voluto riservare anche un particolare ringraziamento alle donne ucraine “per la cura con cui avete pensato e pensate a tante nostre persone anziane. Forse non abbiamo avuto quella attenzione che meritavate giungendo tra noi e lasciando il vostro Paese e le vostre famiglie, però siete state testimoni di tanta fede e anche questo è un servizio che avete reso alla nostra realtà e alla nostra comunità cattolica”.

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