Argentina: mons. Fernandez (Univ. Cattolica), “nessuno rappresenta il pensiero del Papa nelle questioni sociali”

È stato mons.Victor Manuel Fernandez, rettore dell’Università Cattolica argentina, a far riflettere ieri i lettori del quotidiano “La Nacion” sulle “erronee interpretazioni del messaggio del Papa”, in relazione alla recente “ondata di note giornalistiche volte ad attribuire a Papa Francesco certe intenzioni politiche”. Oltre ad affermare che alcuni giornalisti sembrano immaginare “che nel pensiero del Santo Padre sia permanentemente il presidente Macri”, mons. Fernandez ha ribadito nella sua nota che “nessuno rappresenta il pensiero del Papa nelle questioni sociali”, in sintonia con ciò che è stato espresso la settimana scorsa dall’episcopato argentino nella dichiarazione dal titolo “Francisco, el Papa de todos” nel senso che “nessuno può parlare a nome del Papa”.
In quel documento, i vescovi hanno messo in guardia da “spiacevoli travisamenti rispetto alla figura e alle parole del Papa”, esortando i media a non continuare a identificare il Pontefice con determinate figure politiche e sociali e a non attribuirgli posizioni o atteggiamenti di movimenti popolari che la Chiesa ha sempre accompagnato, nella loro lotta per la terra, il tetto e il lavoro.
“Talvolta si crede che quanti hanno un compito dentro istituzioni cattoliche eseguano ordini del Papa ogni volta che parlano. Questo non accade neppure con i cardinali del Vaticano”, ha aggiunto mons. Fernandez. “La Chiesa gode oggi di un’inedita libertà di espressione e non c’è bisogno di pensare a cosa potrebbe dire il Papa, prima di esprimersi”, ha sottolineato il rettore.
“Non si può sostenere che quel che dice la Pastorale sociale di Cordoba – che potrebbe esprimersi perfino senza consultare il vescovo della diocesi – sia suggerito dal Vaticano”, ha scritto mons.Fernandez, in riferimento all’esortazione a non votare la riforma previdenziale propiziata dal governo, nello scorso mese di dicembre. “È per questa stessa ragione – ha sostenuto – che Juan Grabois (cofondatore del Movimento dei lavoratori esclusi e della Confederazione dell’economia popolare) dovrebbe essere rispettato, perche può avere dei propri punti di vista su questioni politiche e sociali e non si dovrebbe presumere che lui ripete quel che il Papa gli ordina”, ha concluso il rettore.

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