50° Terremoto nel Belìce: Mattarella, “da sindaci ragionevole e fondata fiducia sul futuro”

“Nei giorni scorsi alcuni sindaci del Belìce hanno detto: ‘Stiamo costruendo il futuro’. Questa affermazione non è soltanto un messaggio di rassicurazione ma manifesta orgoglio protagonista, determinazione per lo sviluppo della vita di queste comunità, convinzione di poter superare, con il necessario sostegno della comunità nazionale, le difficoltà che rimangono nel presente. Quelle parole manifestano ragionevole, fondata fiducia nel futuro”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo ieri a Partanna, a conclusione dell’iniziativa in memoria del 50° anniversario del terremoto nella Valle del Belìce. Estendendo lo sguardo al resto d’Italia, ha aggiunto che “i sindaci di ogni parte d’Italia rappresentano il riferimento primo delle comunità che compongono il nostro Paese”. Dal presidente della Repubblica, un ringraziamento a “quanti ebbero parte nell’opera dei soccorsi, a quanti avviarono il processo di ripresa”, con un riferimento a “don Antonio Riboldi, parroco di Santa Ninfa, scomparso di recente”. Un percorso di ricostruzione che Mattarella ha definito “accidentato”. “Al disastro naturale in questi centri si aggiunse un ulteriore danno sociale, che non si riuscì a evitare, e che toccò famiglie e comunità, con episodi di emigrazione verso il Nord Italia e verso l’estero che coinvolsero migliaia di siciliani. Un ulteriore dissanguamento per queste terre”, ha osservato il capo dello Stato. Mattarella ha, inoltre, riconosciuto che “l’equilibrio tra funzione dello Stato, funzione della Regione, ruolo ed effettiva partecipazione alle scelte da parte della popolazione locale, non si è sempre composto in modo armonioso e positivo, gravando sull’efficacia degli interventi”.

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