Papa in Cile: anche una statua “moai” di 350 chili tra i doni che riceverà il Papa

Dall’Isola di Pasqua, una statua “moai” di 350 chili. Poi ci sono una rappresentazione in terracotta policromatica del “Cuasimodo” (una delle più importanti feste religiose del Cile che si celebra la prima domenica dopo Pasqua), e una riproduzione realizzata da artisti locali della famosa camionetta verde del santo Alberto Hurtado, con la quale il padre gesuita raccoglieva dalla strada i poveri e i bambini per aiutarli. Ecco i doni che le comunità cattoliche del Cile consegneranno a Papa Francesco. Li hanno presentati ieri presso la Casa delle Pontificie Opere Missionarie a Santiago, rappresentanti di tutto il Paese alla presenza del nunzio apostolico in Cile, monsignor Ivo Scapolo, che ha ringraziato a nome di Sua Santità. Dall’Isola di Pasqua, lo scultore Pau Hereveri Tepano ha realizzato un “moai” di circa 350 chili con due tipi di pietra, di colore piombo e rossastro, a cui ha dato il nome “Haumar o tu A’o “, che significa “Pace del mondo”. La scultura è stata benedetta a settembre e portata a Santiago nel dicembre dell’anno scorso. “L’obiettivo è quello di dare un riconoscimento a coloro che hanno lavorato per la pace, e per coloro che contemplano la scultura, ricevere la forza per diventare operatori di pace e prepararsi a ricevere questo dono tanto atteso che solo Dio può dare”, ha detto padre Bernardo Astudillo, parroco dell’isola.

Da parte sua, la comunità di Talagante ha consegnato un “Cuasimodo” in terracotta policromatica, posto in una vetrina con base e profili in legno (pesa circa 50 chili). “La lavorazione artigianale in terracotta ha una lunga tradizione nella zona. Risale al XIX secolo, ha origine nel convento delle Clarisse ed è stata tramandata da sei generazioni di artigiani del Talagante”, ha detto padre Gustavo Aravena, parroco dell’Immacolata Concezione di Talagante.

A consegnare invece la camionetta verde è stato il sindaco José Miguel Arellano. Papa Francesco conosce molto bene l’opera del Santo, avendo vissuto in Cile negli anni Sessanta – ricorda il sindaco -, nella “Casa de Ejercicios Espirituales Loyola, della Compagnia di Gesù.

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