Lavoro: Embraco (Whirlpool), oggi un incontro al Mise. Ancora qualche spiraglio per gli operai con ipotesi reindustrializzazione area

I lavoratori della Embraco (gruppo Whirlpool) di Riva presso Chieri alle porte di Torino hanno ancora qualche speranza. Dopo l’annuncio della chiusura e del licenziamento di 497 persone su 537 arrivato due giorni fa, oggi nel corso di un incontro fra le parti al Mise si sono aperti due spiragli di uscita. Uno è il più facile da imboccare. L’azienda – che produce compressori per frigoriferi e che da ottobre era in crisi per la riduzione dei volumi produttivi – ha confermato di voler chiudere lo stabilimento piemontese ma si è detta disponibile a ragionare sull’ipotesi di mettere a disposizione l’area in presenza di nuovi investitori. A dirlo ai sindacati è stato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che si è comunque impegnato a provare a far cambiare idea alla Whirlpool. Ovviamente è il secondo percorso – quello della “reindustrializzazione dell’area” – ad essere più percorribile. Una strada che consentirebbe di usare la cassa integrazione per crisi oltre che di individuare altre imprese che possano creare nuove attività in quell’area. In questo modo però – hanno fatto notare i sindacati -, la “Embraco si disimpegna dell’attività produttiva”. Se ne riparlerà lunedì prossimo a Torino mentre l’incontro con il Governo è fissato per l’8 febbraio.
Per ora i sindacati “prendono atto” che il Governo, oltre alle istituzioni locali, si sta interessando alla vicenda. Qualche giorno fa, oltre ai rappresentanti della Regione Piemonte, ad incontrare gli operai davanti ai cancelli della fabbrica era stato anche l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, che aveva portato la “solidarietà e vicinanza” della Chiesa torinese.
E, mentre a Roma era da poco concluso il tavolo al ministero, a Torino una piccola rappresentanza di operai ha avuto un incontro con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni che, hanno spiegato i sindacati dopo il colloquio, “ha ascoltato con grande attenzione”.

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