Papa Francesco: “ritagliare ogni giorno un momento di silenzio” è antidoto a “banalità corrosive del consumo”, parole vuote, chiacchiere e “clamore”

“Ritagliare ogni giorno un momento di silenzio con Dio è custodire la nostra anima: è custodire la nostra libertà dalle banalità corrosive del consumo e dagli stordimenti della pubblicità, dal dilagare di parole vuote e dalle onde travolgenti delle chiacchiere e del clamore”. Ne è convinto il Papa, che nella parte centrale dell’omelia della prima Messa del 2018 ha rivolto un invito, a otto giorni dal Natale: “Abbiamo bisogno di rimanere in silenzio guardando il presepe. Perché davanti al presepe ci riscopriamo amati, assaporiamo il senso genuino della vita. E guardando in silenzio, lasciamo che Gesù parli al nostro cuore: che la sua piccolezza smonti la nostra superbia, che la sua povertà disturbi le nostre fastosità, che la sua tenerezza smuova il nostro cuore insensibile”. L’esempio citato è quello di Maria, che “custodiva. Semplicemente custodiva”. “Maria non parla: il Vangelo non riporta neanche una sua parola in tutto il racconto del Natale”, ha ricordato Francesco: “Anche in questo la Madre è unita al Figlio: Gesù è infante, cioè senza parola, è muto. Il Dio davanti a cui si tace è un bimbo che non parla. La sua maestà è senza parole, il suo mistero di amore si svela nella piccolezza. Questa piccolezza silenziosa è il linguaggio della sua regalità. La Madre si associa al Figlio e custodisce nel silenzio”. “E il silenzio ci dice che anche noi, se vogliamo custodirci, abbiamo bisogno di silenzio”, l’invito del Papa.

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