Papa in Colombia: La Bella (Com. S. Egidio), “parlando a istituzioni e Chiesa ha evidenziato la grande responsabilità di tutti”

(Foto L'Osservatore Romano (www.photo.va) / SIR)

“Francesco ha mostrato di essere un Papa che ha capito nel profondo la Colombia e ha saputo tracciare con uguale profondità l’identikit del vescovo colombiano”. Quando il Sir lo ha contattato telefonicamente, Gianni La Bella stava finendo di ascoltare il discorso di Francesco ai Vescovi colombiani. Poco prima La Bella, storico dell’America Latina e referente della comunità di S. Egidio per quest’area (ha seguito in prima persona le trattative tra Governo e Farc), era stato tra i selezionatissimi invitati alla cerimonia pubblica nel presidenziale palazzo di Nariño, durante la quale il presidente colombiano Juan Manuel Santos e il Papa si erano scambiati i saluti.
L’incontro con Santos e quello con i vescovi sono stati due momenti che hanno notevolmente colpito La Bella: “La cerimonia è stata sobria, inizialmente un po’ ingessata e poi vivacizzata dai numerosi bambini presenti, che hanno circondato affettuosamente Francesco. Il Papa ha riconosciuto gli sforzi delle istituzioni per raggiungere la pace. Si è respirato un clima di maggiore concordia, ma la polarizzazione politica resta, come ha rivelato la lettera dell’ex presidente Uribe al Papa e pubblicata dal quotidiano El Tiempo alla vigilia dell’arrivo del Papa, di contenuti a mio avviso sconcertanti”.
In ogni caso, per il Papa, “l’obiettivo è quello di scardinare le barricate, di andare oltre, di scrivere un’era nuova della storia. Custodire la memoria non significa rifiuto e vendetta. Ancora, il Papa ha ricordato che il perdono è vicendevole”.
Secondo La Bella, “parlando alle istituzioni e alla Chiesa, il Papa ha messo in evidenza la grande responsabilità di tutti. Ai politici ha ricordato la necessità di intervenire per la giustizia sociale, per sanare le ineguaglianze… Parafrasando una sua celebre frase, direi che ha ricordato che qui c’è bisogno anche di uno Stato in uscita, che sia presente nelle regioni periferiche, che intervenga per i più poveri, che si occupi di istruzione e lavoro”. Ma, prosegue l’esperto, ai vescovi ha dato una responsabilità ancora più grande: “‘Non siate tecnici e politici’, ha detto. Ha ancorato la pace al Vangelo, la pace è Gesù Cristo”.
Ora l’attesa passa per il rito di beatificazione e per la cerimonia di riconciliazione previsti oggi a Villavicencio: “Una città che è la Dachau del conflitto colombiano, credo che si tratterà del giorno più intenso di questo viaggio”.

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