Settimana sociale: Instrumentum laboris, sei “criticità” e oltre 400 buone pratiche

Giovani che non lavorano, lavoro “troppo precario”, caporalato, lavoro femminile poco e malpagato, sistema educativo inadeguato a preparare al lavoro, lavoro “pericoloso e malsano”. Sono le sei “criticità” denunciate dall’Instrumentum laboris della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari, 26 – 29 ottobre), diffuso oggi. Più di 400 le buone pratiche censite per “imparare da coloro che sono riusciti a vincere la sfida di creare valore economico e buon lavoro”. Dal settore agricolo a quello manifatturiero, socio-assistenziale o artistico-culturale. Qualità e innovazione per vincere la sfida della competizione globale, capacità di inclusione di giovani donne immigrate e persone svantaggiate, capacità di “capire in profondità desideri e istanze della persona umana”, costruzione di “legami tra istituzioni formative e mondo del lavoro in modo sempre più intelligente e creativo”, esperienze di “rigenerazione urbana” e di conciliazione lavoro–famiglia, capacità di creare valore economico “in modo socialmente ed ambientalmente sostenibile” perseguendo una “stretta integrazione con il territorio e le comunità locali”. Segnali, osservano gli estensori dell’Instrumentum, che “la speranza non è morta”.

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