Rifugiati in Libia: Segre (regista), “cambiamo l’ordine delle cose, altrimenti avremo un destino pesante”

“Sento intorno al film crescere la preoccupazione che stiamo rischiando di perdere tanto”. Lo ha detto il regista Andrea Segre a proposito del suo ultimo lavoro “L’ordine delle cose”, presentato alla stampa oggi al Senato. La pellicola testimonia gli orrori dei centri di detenzione dei rifugiati in Libia. L’autore ha commentato l’accordo che l’Italia raggiunto con le autorità libiche per arginare le navi cariche di persone che tentano di raggiungere l’Europa. “Spero che il Paese abbia la capacità di reagire alla discesa agli inferi in cui sta facendo cadere gli altri ma anche se stesso”, ha commentato Segre che poi ha ringraziato i messaggi “sentiti, non formali” inviati dai presidenti di Camera e Senato in occasione della presentazione. “Cambiamo l’ordine delle cose – ha invocato il regista – altrimenti questo ordine ci consegnerà a un destino pesante”. Riguardo al film, Segre ha ringraziato gli attori non professionisti che hanno partecipato alla produzione: “Senza le persone che avevano vissuto la detenzione non avremmo potuto dare la realizzazione di quello che è accaduto e purtroppo accade nei centri”.

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