Papa in Colombia: in un incontro all’Università Javeriana la Chiesa chiede perdono per episodi di partecipazione alla violenza

“Richiesta di perdono da parte dei membri della Chiesa cattolica per la sua partecipazione nella violenza in Colombia” è stato il titolo dell’incontro che si è svolto nella Pontificia Università Javeriana di Bogotá il 3 e 4 settembre. Tra i presenti, alcune vittime del conflitto e mons. Raul Vera, vescovo di Saltillo (Messico), con passate esperienze tra gli indigeni del Chiapas. “Questa richiesta di perdono, promossa con il sostegno della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Javeriana, fa parte di una serie di celebrazioni legate all’arrivo di Papa Francesco e anche della Settimana della pace che Ong, Università, Chiesa cattolica ogni anno organizzano a settembre”, fa notare Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani e questioni latinoamericane.
Una delle vittime intervenute alla Javeriana è Marcia Mejía Chirimía, che mostra con orgoglio il suo vestito colorato, tipico del popolo Eperara Siapidara. Marcia, che vive nella zona della costa pacifica colombiana, spiega al Sir: “In questi 500 anni di storia la Chiesa ha in molti casi utilizzato il Vangelo per far scomparire le tradizioni dei popoli ancestrali. Oggi è un giorno di memoria, di resistenza e di dolore profondo, però malgrado tutto, anche di speranza, incontro e riconciliazione”.
Il vescovo Vera ha ricordato “con emozione” il discorso di Papa Francesco tenuto nel luglio 2015 a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, quando disse: “Chiedo umilmente perdono, non solo per le offese della propria Chiesa, ma per i crimini contro le popolazioni indigene durante la cosiddetta conquista dell’America”. Il vescovo ha poi sottolineato l’importanza del documento finale di Aparecida (2007), nella cui stesura ebbe un importante ruolo l’allora arcivescovo di Buenos Aires Jorge Bergoglio, documento “che rappresenta una sintesi di tutta la storia della Chiesa latinoamericana impegnata nell’opzione preferenziale per i poveri. Siamo contenti della visita di Papa Francesco in una terra martoriata come la Colombia”.

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