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Migrazioni: Rapporto Commissione Ue. Drastico calo di arrivi ad agosto. Avramopoulos, progressi nei ricollocamenti, ma non è sufficiente

(foto SIR/CE)

(Bruxelles) “I progressi compiuti e i risultati raggiunti negli ultimi due anni sono maggiori dei vent’anni precedenti”: è la soddisfazione espressa in conferenza stampa stamane dal commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos che ha presentato i rapporti della Commissione sull’implementazione delle iniziative dell’Ue per la migrazione e le frontiere esterne. “Oggi si riesce a gestire la migrazione”, considerando che nell’agosto 2017 gli arrivi lungo la rotta del Mediterraneo centrale sono stati l’81% in meno dello stesso mese del 2016. In Grecia il calo di arrivi è stato addirittura del 97% dopo l’accordo Ue-Turchia del marzo 2016; 10mila i siriani reinsediati dalla Grecia; 1.896 i migranti irregolari rimandati in Turchia. Su questo ambito dell’accordo però “sono necessari ulteriori sforzi” si legge nel Rapporto pubblicato oggi dall’Esecutivo. Altro dato positivo, secondo il commissario, il fatto che quasi 28mila persone siano state ricollocate secondo lo schema definito dall’Ue, cioè 2.300 persone al mese dall’Italia e dalla Grecia. Resta il fatto che la quota concordata nello schema del 2015 era di 120 mila persone da ricollocare, ha ricordato Avramopulos, e che l’obbligo resta anche dopo la fine di settembre rispetto a coloro che sono arrivati in Italia e Grecia entro quella data (sul tema dei ricollocamenti si è espressa oggi la Corte di giustizia Ue). Alcuni Paesi hanno già, o quasi, adempiuto ai propri obblighi (Malta, Lettonia, Finlandia, Lituania, Lussemburgo, Svezia). Altri, come Ungheria e Polonia, non hanno “ricollocato nemmeno una persona”, si legge nel Rapporto.

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