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Migranti: Forti (Caritas), su ius soli “un passo indietro” per “interessi di natura politica”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La questione dello ius soli è stata negli ultimi anni estremamente strumentalizzata. L’Italia è un Paese maturo per un passo di civiltà, ma oggi siamo stritolati da interessi di natura politica” che hanno prodotto “un passo indietro”. Lo ha affermato oggi Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione di Caritas italiana, parlando ai giornalisti a margine della presentazione, in Sala Stampa vaticana, della Campagna “Share the journey” (Condividiamo il viaggio). “Finora nessuno è stato in grado di porre la questione come cruciale per il Paese – ha detto -. La norma era oramai pronta ma non si ha il coraggio di portarla all’approvazione definitiva”. Proprio ieri il ministero dell’Interno, dopo un lavoro di due anni insieme alla società civile (compresa la Caritas), ha presentato un “Piano per l’integrazione” che secondo Forti dovrebbe “acquisire lo ius soli come punto di partenza oramai irrinunciabile”. “Come possiamo immaginare un Paese capace di integrare i migranti – si è chiesto – che però, allo stesso tempo, non riconosce la cittadinanza a chi nasce in Italia?”. Il Piano per l’integrazione a suo avviso “ha un alto valore simbolico, perché dimostra la possibilità di lavorare insieme, istituzioni e terzo settore”. Durante l’udienza di oggi Papa Francesco ha anche salutato i rappresentanti della Campagna “Ero straniero”, che chiede una nuova legge sull’immigrazione. “Sosteniamo dall’esterno l’iniziativa che chiede l’abolizione della norma attuale, oramai anacronistica”, ha aggiunto Forti: “Oggi la gestione del fenomeno immigrazione ha bisogno di strumenti nuovi e di canali di ingresso legali” come le quote di ingresso, che oggi sono bloccate.

 

 

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