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Giappone: card. Filoni ai seminaristi, “abbiate coraggio”

“Abbiate coraggio!”: così il cardinale Fernando Filoni ha esortato i giovani studenti del seminario di Tokyo a prepararsi per essere testimoni in un contesto difficile, nel confronto con una società moderna e secolarizzata. Lo ha fatto nell’incontro avuto nel primo pomeriggio di sabato 23 settembre, giorno in cui, dopo le tappe di Fukuoka, Nagasaki, Hiroshima, Osaka e Sendai, il prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, ha fatto ritorno nella capitale dove resterà fino a martedì 26 per l’ultima parte del suo viaggio in Giappone, come si legge sul numero di oggi de L’Osservatore Romano.
In un paese in cui, ha detto il porporato, desta preoccupazione la carenza di vocazioni, i futuri sacerdoti devono essere consapevoli che “il futuro della Chiesa” dipende anche dalla loro «generosa donazione a Dio». Perciò ha ricordato loro quali sono i «segni profetici» che dovranno accompagnarli nella vita sacerdotale e che dovranno caratterizzarli con coraggio nella loro missione: “La povertà volontaria, il celibato del cuore e del corpo e l’obbedienza”.
Povertà, ha spiegato, significa considerare tutte le cose come “strumenti utili” senza farsi condizionare dal loro possesso: “Non servire nessun altro o nessun’altra cosa al di sopra della volontà di Dio”. Accanto a essa va coltivata la scelta del celibato che “ha un significato fondamentalmente escatologico”: testimoni della risurrezione, i preti mostrano “a una società che presume che l’amore eterno sia impossibile” e che è immersa nella “cultura del provvisorio”, che “il vero amore, in Cristo, è sempre perpetuo, fedele e generoso”. Infine l’obbedienza. Avendo sempre come modello il rapporto fra Gesù e il Padre, ha spiegato il cardinale Filoni, bisogna capire che la vocazione sacerdotale “non è una via per l’autorealizzazione”. Il prete deve diventare un “pane buono” per gli altri.
Il porporato non ha nascosto le difficoltà, le croci, che i seminaristi possono e potranno incontrare, dovute “all’incomprensione degli altri in questa società in cui molti ancora non conoscono la buona novella della salvezza in Cristo”. Li ha però invitati a confidare nell’aiuto del Signore e a percorrere “questo cammino con generosità e fiducia”.

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