Seminario Fisc: visita all’Oasi di Troina. Condorelli (direttore), “opera di chiesa modellata sul Vangelo”

“L’Oasi è un’opera di chiesa, modellata sul messaggio del Vangelo”: Michelangelo Condorelli è direttore sanitario dell’Oasi di Troina, centro per la cura dei bambini disabili e, inoltre, centro di ricerca di livello internazionale “per lo studio multidisciplinare delle cause congenite ed acquisite del ritardo mentale e della involuzione cerebrale senile”. Il seminario Fisc in corso in Sicilia su “Raccontare le povertà” nel pomeriggio si è trasferito da Nicosia a Troina per una visita a una struttura sanitaria e di ricerca con 5mila ricoveri l’anno (compresi i day hospital), 60mila prestazioni ambulatoriali annuali, 700 dipendenti fra cui un centinaio di medici, oltre a ricercatori, pedagogisti, psicologi. Un’opera – fondata nel 1953 – che si deve a un sacerdote, padre Luigi Ferlauto, scomparso da pochi giorni, che a Troina e in Sicilia viene ricordato come un benefattore. L’Oasi oggi si configura come Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) ed è un ente a rilevanza nazionale “che si prefigge obiettivi di ricerca scientifica insieme a prestazioni di ricovero e cura di alta specialità”.
Oasi si definisce centro di riferimento “per la cura, la prevenzione, la diagnosi, la riabilitazione e la ricerca delle patologie genetiche associate al ritardo mentale e all’involuzione cerebrale senile, compreso l’Alzheimer”. Il “Modello Oasi” viene presentato così: “La promozione della salute come stato di benessere fisico, psichico e sociale delle persone con disabilità intellettiva e la prevenzione delle condizioni che causano disabilità fanno parte di un complesso modello di intervento attuato da quelle strutture di eccellenza dove si riesce a coniugare ricerca scientifica, adozione di protocolli diagnostici e riabilitativi ispirati dal sistema di classificazione internazionale del funzionamento delle disabilità e della salute, interventi riabilitativi da effettuare presso il contesto di appartenenza della persona assistita, elevando al massimo il supporto alla famiglia”. Il pomeriggio è proseguito con una relazione di Giuseppe Giardina, presidente Anffas Sicilia, su “La legge del Dopo di Noi fra problemi e urgenze”.

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