Seminario Fisc: Notarstefano (Un. Palermo), povertà e disuguaglianza nell’era globale. “Serve un’economia nuova che parta dai gesti quotidiani”

“Le iniquità del XXI secolo. Povertà e disuguaglianze nella cultura dello scarto”: è l’argomento trattato da Giuseppe Notarstefano, docente di Scienze economiche presso l’Università degli Studi di Palermo, nel corso del suo intervento al 26° Seminario di aggiornamento “Mons. Alfio Inserra” in corso (21-24 settembre) a Nicosia, in Sicilia, per gli operatori delle testate Fisc e aperto a tutti i giornalisti. Un’ampia relazione che, attraverso citazioni, dati, numeri e slide, ha affrontato i temi della polarizzazione dei redditi e della ricchezza a livello mondiale, della valutazione e della misurazione delle disuguaglianze e della loro interpretazione, evidenziando che “il fenomeno delle disuguaglianze è uno dei tratti caratteristici della società e dell’economia contemporanea, perché la crescita della forte interazione tra sistemi, persone e mercati che noi chiamiamo globalizzazione non ha ridotto, come si pensava, la disuguaglianza tra le persone e la disparità tra i Paesi, ma anzi le ha acuite”. Ecco allora che “occorre uscire dall’idea che il mercato, di per sé, sia un buon regolatore della distribuzione delle risorse: lo è indubbiamente ma solo quando il mercato è libero e trasparente, quando non è sottoposto alla speculazione finanziaria”.
Per Notarstefano, che è anche componente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani e vicepresidente nazionale Ac, “ci vuole il buon mercato, ci vogliono la buona politica e le buone istituzioni e ci vuole la capacità dei cittadini di partecipare responsabilmente sia al processo produttivo, sia alla costruzione del bene comune. È l’invito anche di Papa Francesco, che nasce dal cuore della Laudato sì’ – dice Notarstefano al Sir –, la chiamata a una responsabilità comune, a un’economia diversa, alternativa, a un dialogo istituzionale, a un bene comune che parte dai più deboli”. “L’invito a una economia diversa è possibile; un’economia che è anche a portata di mano perché inizia con i piccoli gesti quotidiani. Certamente – aggiunge Notarstefano – tali gesti non saranno risolutivi dei grandi problemi, ma se non iniziamo dall’esperienza, quella che il consumo critico ci ha insegnato, dalla responsabilità che abbiamo nei confronti delle persone in termini di solidarietà, di aiuto, risolvere i problemi più complessi diventa solo utopia”.

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