Seminario Fisc: Notarstefano (Un. Palermo), “cristiani devono scandalizzarsi per la povertà”. Aiutare chi ha bisogno e agire sulle cause

“La povertà deve ancora scandalizzarci, ce lo dice il Papa nel messaggio con il quale istituisce la Giornata della povertà. Ma ce lo dice anche il nostro essere cristiani. Dobbiamo continuare ad aiutare le persone che soffrono attraverso le tante e variegate iniziative caritative, tutte indubbiamente importanti; dobbiamo ugualmente cominciare ad agire sulle cause che sono a monte di quella povertà: occorre un diverso modello di sviluppo”. Nel secondo giorno di lavori, al Seminario “Mons. Alfio Inserra” dedicato al “Raccontare le povertà”, Giuseppe Notarstefano ha aiutato i giornalisti presenti a riflettere su risorse e strumenti a sostegno delle povertà. “Da anni lavoriamo sui temi degli stili di vita, sui bilanci di giustizia: ci sono realtà, come associazioni e istituzioni anche ecclesiali, che lavorano in questo senso, c’è il nuovo Pontificio Consiglio sullo sviluppo umano che è stato voluto dal Pontefice… Abbiamo – dichiara al Sir – tantissimi strumenti per esercitare la cittadinanza attiva: bisogna iniziare da noi, scegliere come organizzare la nostra vita quotidiana, come scegliere i prodotti che vogliamo comprare”.
“Occorre – aggiunge Notarstefano – chiederci come l’azienda che produce un bene che sto comprando tratta i suoi dipendenti, come si rapporta con il territorio. Non si può pensare solo al prezzo, ma comprendere che, a volte, una sobrietà più serena ci aiuta anche a ripensare in maniera qualitativa, il nostro consumo. Questo vale inoltre per il modo in cui gestiamo i nostri risparmi, a chi li affidiamo; vale per come organizziamo il nostro tempo e per le iniziative di condivisione solidale che scegliamo e attiviamo; vale per come mettiamo a frutto i nostri pochi risparmi”. “Credo davvero – conclude Notarstefano – che la concretezza è a portata di mano se abbiamo uno sguardo capace di entrare in profondità e in sintonia davvero fraterna con le persone che abbiamo accanto. E questo è ciò che dobbiamo vivere come credenti: come facciamo a condividere il pane eucaristico se non condividiamo anche la mensa quotidiana e i doni che abbiamo a disposizione? Iniziamo da lì e poi lo Spirito a ciascuno suggerirà la creatività, l’intelligenza e la sapienza per trovare forme davvero nuove” di solidarietà.

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