Educazione cattolica: mons. Zani (Santa Sede), “oggi i più fragili non sono i giovani ma gli adulti”

“Oggi i soggetti più fragili dell’educazione non sono i giovani, ma gli adulti, preda dell’incertezza e del disorientamento”. A lanciare l’apparente paradosso è stato mons. Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’Educazione cattolica, presentando oggi in Sala Stampa vaticana il documento “Educare all’umanesimo solidale. Per costruire una civiltà dell’amore”, che si colloca tra due anniversari: il 60° della dichiarazione conciliare sull’educazione cristiana “Gravissimum educationis” e il 50° della Populorum progressio. Sono questi due documenti, ha detto Zani, che insieme alla “Laudato si'” di Papa Francesco costituiscono la “fonte ispiratrice” del documento stilato dal Dicastero pontificio. Primo obiettivo è “umanizzare l’educazione”, come chiede a più riprese Papa Francesco, compito che comporta la necessità di “aggiornare il patto educativo tra le generazioni, partendo dalla famiglia per arrivare all’intero corpo sociale”. “Umanizzare l’educazione – ha spiegato il relatore – significa occuparsi dei risultati del servizio formativo considerando il quadro complessivo delle attitudini personali, morali e sociali di tutti i soggetti che partecipano al progetto educativo: docenti, studenti, istituzioni del territorio, per un’educazione che non sia selettiva, ma aperta alla solidarietà e alla condivisione”. Passare “dalla cultura dello scarto alla cultura del dialogo”, per “una vera inclusione”, l’altra indicazione del documento, in cui si ricorda che lo scopo principale e prioritario “non è la selezione delle classi dirigenti, ma l’inclusione”, intesa come processo che include non solo i cittadini attuali, ma anche i cittadini delle future generazioni, cioè i futuri cittadini del pianeta.

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