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Giornali Fisc: don Cosentino (Ufficio Carità Cesi), “i poveri sono persone da incontrare, accogliere, amare”

“I poveri sono persone da incontrare, accogliere, amare. È un errore gravissimo pensare alla povertà come a una entità astratta perché, come ci ricorda con insistenza il Papa, questa ha il volto di tanti, tantissimi uomini, donne e bambini. La Caritas ha il compito della conoscenza concreta, puntuale e coraggiosa di queste persone, delle loro storie, delle loro difficoltà, della possibilità di invertire la loro situazione. È il compito di tutta la Chiesa, di tutti i cristiani”. Lo ha detto don Enzo Cosentino, direttore dell’Ufficio per la Carità della Conferenza episcopale siciliana (Cesi), nel corso del primo dei cinque approfondimenti proposti nell’ambito del XXVI Seminario di aggiornamento “Mons. Alfio Inserra”, in corso da questo pomeriggio presso il Seminario vescovile “S. Agostino” di Nicosia, in coincidenza con il duecentesimo anniversario di istituzione della diocesi.
L’appuntamento, dedicato al tema “Raccontare le povertà” e destinato agli operatori delle testate Fisc e a tutti i giornalisti, ha proposto un’analisi delle povertà del territorio. “Non si tratta solo di disagio economico: ci sono povertà sociali, educative, culturali. Ci sono, insomma – ha detto don Cosentino -, famiglie che non sanno gestire la vita familiare e domestica, giovani che non sanno reagire alle difficoltà di inserimento professionale, persone escluse dal sistema sociale a causa di patologie cliniche, psicologiche, fisiche o sociali, persone in condizione di dipendenza. La progettualità educativa di recupero delle abilità sociali è necessaria, ma non basta: occorre un atteggiamento propositivo e positivo, un’azione corale e sinergica”. “Occorre – ha concluso il direttore regionale – un rinnovato spirito evangelico puro e concreto”.

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