Armi allo Yemen: Oxfam su voto alla Camera, “ogni parlamentare interpelli la propria coscienza e responsabilità”

Oggi, martedì 19 settembre, si terrà alla Camera dei Deputati la discussione finale e, con ogni probabilità, la votazione su alcune mozioni concernenti la situazione di crisi nello Yemen con particolare riferimento all’emergenza umanitaria e all’esportazione di armi verso i Paesi coinvolti nel conflitto. Il dibattito prende avvio da due documenti presentati prima dell’estate: la mozione 1/01662 che vede come primo firmatario Giulio Marcon (firmata da una trentina di parlamentari) e la mozione 1/01663 presentata da Emanuela Corda firmata da altri 11 deputati. A questi testi si sono aggiunte nelle ore precedenti il dibattito altre tre mozioni . “In questi tre ultimi testi – diversamente dai primi presentati – non viene fatto cenno al coinvolgimento nel conflitto di ordigni prodotti in Italia e non si chiede esplicitamente una interruzione delle forniture militari”, precisa Oxfam. Il dibattito parlamentare è scaturito in seguito ad un appello rivolto nei mesi scorsi a tutti i partiti da reti ed organizzazioni nazionali (Rete Italiana per il Disarmo, Amnesty International Italia, Fondazione Finanza Etica, Movimento dei Focolari, Oxfam Italia e Rete della Pace) per chiedere al Parlamento di farsi promotore di un processo di pace e di aiuto alla popolazione dello Yemen e soprattutto di sospendere l’invio di materiali militari a tutte le parti in conflitto tra cui la coalizione a guida saudita. “Riguardo alla fornitura di sistemi militari che vengono ampiamente impiegati per bombardare zone civili uccidendo donne e bambini inermi – afferma Oxfam – ogni parlamentare è perciò chiamato innanzitutto ad interpellare la propria coscienza e ad esercitare il proprio senso di responsabilità”. “Fermare la fornitura di armamenti alle forze militari della coalizione guidata dall’Arabia Saudita – sottolinea – è un dovere nazionale, è una decisione di responsabilità, è dimostrare che l’Italia mette la pace, la sicurezza e la difesa dei diritti umani al centro della propria politica estera e di difesa”. Diversi Paesi europei con cui l’Italia è alleata, tra cui Germania, Svezia e Olanda, già da tempo hanno interrotto le forniture di sistemi militari all’Arabia Saudita, in particolare quelle impiegate dall’aviazione saudita in Yemen. Nei giorni scorsi le organizzazioni della società civile hanno chiesto al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni di sostenere la proposta avanzata dai Paesi Bassi e dal Canada di un’indagine indipendente sui crimini di guerra in Yemen.

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