Vescovi Colombia: bilancio della visita del Papa. “Rimangono nel cuore vicinanza, bontà e testimonianza di fede”

“Rimangono nel cuore di tutti i colombiani la vicinanza, la bontà, la testimonianza di fede e i messaggi del successore di Pietro”. Lo scrive la Conferenza episcopale colombiana in comunicato letto ieri durante una conferenza stampa promossa a Bogotá per tracciare un bilancio della storica visita di papa Francesco della scorsa settimana. Alla conferenza stampa hanno preso parte il cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá e presidente del Celam, mons. Oscar Urbina Ortega, presidente Cec e arcivescovo di Villavicencio, mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, segretario generale Cec e vescovo ausiliare di Medellín, mons. Fabio Suescún Mutis, vescovo castrense e responsabile del Comitato preparatorio per la visita del Santo Padre, e mons. Ettore Balestrero, nunzio apostolico in Colombia. Nel comunicato, letto all’inizio della conferenza stampa da mons. Álvarez, i vescovi ringraziano tra gli altri, oltre al Santo Padre, il popolo colombiano “che ha accolto il Santo Padre con affetto e gioia senza uguali”, il presidente Santos e tutte le autorità, i mass media. Prosegue il comunicato: “Il Santo Padre ci ha indicato, con il suo insegnamento e con la sua testimonianza, il cammino che dobbiamo affrontare uniti per togliere alla radice qualsiasi forma di violenza e per raccogliere frutti di giustizia, verità, perdono, riconciliazione e pace. Facciamo del Magistero pontificio in Colombia una fonte inesauribile di riflessione e di iniziative pastorali, e apriamo il passo ad un nuovo dinamismo evangelizzatore”. Nel corso della conferenza stampa, mons. Suescún ha sottolineato la sintonia tra il Papa e il popolo colombiano, “che ha ricevuto il Santo Padre con il cuore”. Mons. Balestrero ha messo in evidenza il dichiarato apprezzamento di Francesco per il popolo colombiano, ed ha aggiunto: “Si è visto quanto la fede sia radicata nei colombiani, pensiamo solo che il 20% del Paese ha visto direttamente il Papa. Ognuno di noi si è sentito consolato e appoggiato da Papa Francesco”. Ora, però, “abbiamo una grande responsabilità di venirci incontro tra noi”. Ha aggiunto mons. Urbina: “Ci rimane un compito profondo, la riconciliazione del Paese, dopo il primo passo fatto con il Papa servono altri passi, dobbiamo imparare a camminare insieme. La riconciliazione è un lavoro serio, da fare con le vittime, con i poveri, per la costruzione di un nuovo ordine sociale che implica la dignità di ciascuna persona”. Il presidente della Conferenza episcopale ha messo anche in evidenza le positiva diversità tra la varie regioni, emerse anche durante la visita del Papa, ed ha esplicitamente auspicato “una riforma agraria, elemento fondamentale per la nazione e per il suo sviluppo integrale”. Infine, il card. Salazar ha sottolineato la ricchezza, per la Chiesa, dei discorsi ai vescovi colombiani e al Celam, a partire dall’esigenza che la Chiesa viva per prima il Vangelo non solo a parole ma nei fatti.

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