Terremoto: Fusarelli (francescani), la gente vive “in sospensione tra un passato non più ricostruibile e un futuro assolutamente incerto”

(dall’inviata ad Assisi) “Un profondo senso di vuoto”. È questa, per padre Massimo Fusarelli, francescano dei Frati Minori, che ha appena concluso un anno sabatico, su invito del vescovo Pompili, accanto alle popolazioni di Amatrice e Accumuli, l’eredità più importante del sisma che ha colpito il Centro Italia. “La gente – ha raccontato durante il convegno organizzato sul terremoto, nell’ambito del ‘Cortile di Francesco’ – vive in uno stato di sospensione tra un passato non più ricostruibile e un futuro assolutamente incerto”. Più che fare promesse, secondo il francescano, è urgente “non far cadere questa domanda di senso”. “La gente ha bisogno di avere una visione – ha spiegato – di conoscere i passi concreti da fare per verificare un percorso che abbia un progetto e una visione”. “Schietti e coraggiosi”, gli aggettivi consegnati dal religioso per chiunque abbia a che fare con il dopo-sisma, e che deve affrontare prima di tutto “lo sfaldamento dei legami”. “Qualunque tipo di ricostruzione – la proposta – deve partire da una priorità: la ricostruzione della rete dei legami sociali, che vanno ripensati” a partire dal rapporto concreto del territorio. Amatrice, ad esempio, ha 69 frazioni, Accumoli 18: “È impensabile ricostruire lì, la ricostruzione ha bisogno di un lavoro serio, onesto e lungimirante”.

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