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Sinodo giovani: card. Baldisseri, “può rappresentare un tassello del rinnovamento missionario della Chiesa”. I giovani chiedono di essere coinvolti negli organismi della Santa Sede

“Il Sinodo dei giovani può rappresentare un tassello di quel rinnovamento missionario della Chiesa, che per l’esortazione apostolica ‘Evangelii gaudium’, costituisce la sfida di questo tempo. Ai giovani dobbiamo rivolgerci non solo perché ci aiutino a comprendere come annunciare il Vangelo ma anche per capire meglio cosa Gesù chiede alla sua Chiesa, cosa si aspetta da essa, cosa tagliare e cosa cucire di nuovo per questa missione”. Lo ha detto il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, chiudendo oggi a Roma, presso la Curia generalizia dei gesuiti, il Seminario internazionale sulla situazione giovanile in preparazione alla XV Assemblea generale ordinaria prevista nell’ottobre del 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Un cammino, quello del Sinodo, cominciato lo scorso gennaio con la pubblicazione del documento preparatorio, che conteneva un questionario per aiutare gli Organismi aventi diritto a esprimere la loro comprensione del mondo giovanile e proseguito con la creazione di un sito web (youth.synod2018.va) con un questionario questa volta rivolto direttamente ai ragazzi dai 16 ai 29 anni. “I giovani che hanno finora risposto sul sito – ha affermato il cardinale – sono circa 130mila, circa 250mila i contatti. Un numero davvero importante. Per inviare le risposte c’è tempo fino alla fine di novembre”. “Da un primo esame delle risposte – ha aggiunto il segretario generale del Sinodo – emerge che la famiglia è uno dei temi più a cuore ai giovani, permane in molti la percezione della Chiesa come un luogo di proibizione”. Durante il seminario internazionale sono stati trattati diversi temi, “identità, progettualità, alterità, tecnologia e trascendenza, cercando di conservare uno sguardo realistico sul mondo giovanile. Non abbiamo sottaciuto il disorientamento che oggi connota le nuove generazioni e che spesso è il risultato di altre crisi, quella della famiglia e della società civile. Ma il realismo – ha sottolineato il card. Baldisseri – non è mai sfociato in pessimismo. Malgrado le tante contraddizioni di questo tempo, i giovani di oggi sono più intraprendenti di quelli del passato, ricchi di stimoli e proposte”. Nel tracciare il bilancio dei lavori il porporato ha elencato alcune di queste proposte, “di cui terremo conto”, arrivate dai giovani presenti, 21 su 82 partecipanti: innanzitutto “avere una equipe dei giovani che affianchi il lavoro della Segreteria generale del Sinodo per preparare momenti di confronto e di dialogo durante i lavori sinodali tra vescovi e giovani. Si tratta – ha dichiarato il cardinale – di una cosa nuova ed è una bella proposta. I giovani, va detto, saranno all’interno del Sinodo come uditori e potranno così dare il loro contributo diretto. Cercheremo di ampliare quanto più possibile questa presenza”. Tra le altre richieste avanzate dai giovani durante il seminario anche quella di “coinvolgere stabilmente alcuni giovani negli organismi della Santa Sede”. Per Baldisseri si tratta di “una istanza da raccogliere che esula dalle nostre competenze, ma che possiamo affidare ai padri sinodali”.

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